Il ministero dell’Economia non cederà il suo 4,8% in Mps. O meglio, spiegano fonti di Via Venti Settembre, il dicastero ha «congelato» la sua quota in Mps per non interferire con le operazioni in corso che vedono coinvolta la banca. D’altronde già in più occasione il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito la neutralità del Mef, spiegando di aver messo in stand by l'Abb (accellerated bookbuilding) sulla quota già dopo l'annuncio dell'offerta di Intesa per non intromettersi in operazioni di mercato. Ad ogni modo la conferma del Mef risulta in linea con «la nostra richiesta al ministro di agire, prima di tutto tenendo e non vendendo il 4,8% delle quote dello Stato per poter esercitare insieme un'azione che tenda a mantenere integra l'identità di Mps e a impedire lo spezzatino delle filiali, in secondo luogo di non mettere mai in discussione quello che è Monte dei Paschi di Siena». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani martedì 25 agosto alla fine dell’incontro al Mef tra il ministro Giancarlo Giorgetti e le istituzioni locali sul futuro di Monte dei Paschi di Siena.
«Non vogliamo apparire espressioni di una tifoseria per l'uno per l'altro», ha precisato Giani a proposito dell’opas di Intesa Sanpaolo sulla banca senese, che prevede la cessione del marchio e di 630 filiali circa a Unipol, e della doppia ops varata da Mps su Banco Bpm e Banca Generali. «Per noi - ha ribadito Giani - la cosa importante è il mantenimento dell'integrità del brand Monte dei Paschi di Siena. L’aver mantenuto integro e forte il Monte dei Paschi», evitando nel 2022 l’incorporazione del Monte in Unicredit, ha portato «a far sì che oggi lo Stato ha sostanzialmente ripreso e guadagnato rispetto al momento di crisi, quindi è un bene di interesse generale e nazionale l'integrità del Monte dei Paschi», ha sottolineato il presidente toscano.
E Giani ha commentato di aver «trovato un Ministro disponibile a ragionare e nel ragionare io interpreto una condivisione di un'azione di governo che tenda al mantenimento di un'integrità della banca nelle soluzioni che potranno emergere nelle fasi e nei passaggi successivi». Allo stesso tempo, Giorgetti ha riconosciuto «l’azione di prossimità che svolge il Monte per la Toscana, ma per tutto il Centro Sud d’Italia». Non ci sono banche che, come Mps nella sua identità, «oggi svolgono un'azione che avvicina al piccolo e medio imprenditore, che non crea la logica dell'algoritmo ma crea invece la logica del rapporto e per la nostra economia questo è fondamentale».
Quasi speculare la posizione espressa dalla sindaca di Siena, Nicoletta Fabio. Il fatto che «ad oggi lo Stato conservi una quota del 4,8% è una garanzia» necessaria, visto che «siamo di fronte a una banca che ha un valore strategico nazionale» nonché un istituto che «ha una relazione con i territori, le famiglie e le imprese, da tutelare». Da parte del ministro Giorgetti, ha aggiunto Fabio, «c'è stata una disponibilità a valutare anche le nuove proposte che oggi ci sono sul tavolo, quindi la nuova proposta del ceo di Mps Luigi Lovaglio, senza pregiudizi, con imparzialità. Questo credo sia un dato interessante». Intanto il 2 settembre il Consiglio Comunale di Siena si riunirà in una seduta straordinaria proprio dedicata alle iniziative per la salvaguardia del Monte dei Paschi di Siena.
Sulla stessa linea di pensiero anche la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti: «Oggi abbiamo potuto porre il tema, abbiamo parlato di quanto l'integrità di Monte dei Paschi di Siena non sia soltanto un tema senese e toscano, ma nazionale». E, quindi, di come «l'integrità della banca sia fondamentale per il sistema creditizio italiano. Ora, continueremo a lavorare per far sì che questo movimento che nel territorio ha riunito gli enti locali, possa arrivare anche ai nostri parlamentari».
Sul tavolo c’è anche la variabile golden power. «Parlare del golden power significa parlare di motivazioni davvero forti anche dal punto di vista giuridico legale», ha voluto precisare Giani, mentre «io sono sempre persona equilibrata e misurata. Voglio che si abbia il segnale che il territorio non rimane a guardare. Poi detto questo, gli strumenti li vediamo strada facendo sul tavolo». Anche perché c'è tutto un iter tecnico da seguire prima di una pronuncia del governo per la Golden Power.
Nel frattempo dal Meeting di Rimini, il vicepremier, Matteo Salvini, si è espresso in merito alla possibilità che il Monte dei Paschi possa acquisire Banco Bpm: «Ritengo che quanto offerto da Luigi Lovaglio sia molto interessante come proposta». Aggiungendo di non voler entrare «nel merito di scelte che farà il mercato» ma «avendo contribuito al salvataggio di Mps, che era stata devastata dalle sinistre, mi piacerebbe che fosse promotrice, aggregatrice di un terzo polo bancario delle piccole e medie imprese, degli sportelli territoriali, che possa fare concorrenza, con obiettivi e clienti diversi, a Unicredit e a Intesa». (riproduzione riservata)
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