«Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale. Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione». Questo il messaggio che la premier, Giorgia Meloni, ha voluto inviare in occasione del decennale dal terremoto di Amatrice, come viene ricordato per la città che venne rasa al suolo, fece centinaia di morti e migliaia di sfollati.
In questi dieci anni di ricostruzione sul territorio tra i Monti Sibillini, l'alta Valle del Tronto, i Monti della Laga e i Monti dell'Alto Aterno ci «sono state tante difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente». Ecco che il governo ha «raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo.
I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata».
D’altronde si parla di 8 mila metri quadrati di territorio disastrato, che coprono 138 Comuni distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, e il destino di 1.200 insediamenti urbani e circa 540 mila abitanti. Negli ultimi tre anni sono rientrate a casa 5.500 famiglie, ovvero 11 mila persone, con : i nuclei ancora assistiti sono scesi a 8.759, con una diminuzione di quasi il 40% rispetto al 2022.
Quanto alla ricostruzione, i contributi concessi ai privati ammontano a 12,59 miliardi, mentre le liquidazioni della Cassa Depositi e Prestiti superano gli 8 miliardi, con il 69% erogato dal 2023 a oggi. I cantieri autorizzati sono 23.361 e quelli conclusi 14.968, pari a oltre il 64% degli interventi avviati.
Passando al lato pubblico, si contano 3.667 interventi programmati per un valore complessivo superiore a 4,85 miliardi di euro. I lavori in corso e le opere concluse rappresentano circa il 40% dell’intera programmazione, mentre gli interventi non ancora avviati si sono ridotti al 2,5%. Di fatto, il 98% delle opere risulta sbloccato e avviato. Tutti numeri condivisi dal commissario straordinario Guido Castelli, all'epoca del sisma sindaco di Ascoli.
Molto è stato fatto, ha voluto ribadire Meloni «ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili. L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale». (riproduzione riservata)