Non si ferma la discussione sulla partita Mps, che si sposta sempre più dal terreno finanziario a quello politico.
Scende nuovamente in campo, con una nota, la Lega, guidata da Matteo Salvini. Il Carroccio non ha mai «nascosto la sua predilezione per mantenere Mps risanata come banca statale al servizio del territorio». Ma la vendita di Monte dei Paschi «è stata forzata dalle regole Ue che puntano a lasciar fare al mercato dove vige la legge del più forte».
La Lega, invece, «non pensa che mega gruppi sempre più grandi e sempre più distanti dalle esigenze dei cittadini abbiano portato particolari vantaggi ai correntisti e alle nostre imprese medie e piccole che avevano rapporti fruttuosi con le banche di prossimità». Per questo, conclude la nota, «guardiamo con interesse alla possibilità che si creino più poli bancari, sempre tutelando storia, tradizione e occupazione».
Restando in tema bancario, il vicepremier Salvini ha anche ribadito, in un colloquio con il Corriere della Sera, che «abbiamo definito la proposta del contributo che intendiamo chiedere alle banche: il 5% dei profitti derivanti da interessi. Si tratta di circa 2 miliardi all'anno». (riproduzione riservata)