L’Italia ha il più basso tasso di reso di prodotti comprati online d’Europa, con una percentuale sotto il 15%, meno della metà della media europea. Questo emerge dalla ricerca di Yocabè, la tech company che aiuta i brand a vendere meglio online, e dal gruppo di ricerca Intelligent Information Mining composto da ricercatori dell’Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza e della Sapienza di Roma.
D'altro canto sul podio dei peggiori c’è la Germania, con un tasso di reso del 59%. Da notare che per i Paesi europei nel 2025 si registra un «return rate» più alto rispetto a quello che avevano nel 2022: da circa il 34% al 42% (+7,7%).
Guardando ai dettagli settoriali, il tasso medio di reso europeo per l'abbigliamento online si aggira tra il 25% e il 40%. Il che significa che 1 ordine su 3, nel fashion, genera un reso. Per avere un termine di paragone, i resi nel mondo degli acquisti di elettronica si attesta intorno al 12–15% e i prodotti per la casa sotto il 10%, come pure il beauty.
I dati di Yocabé mostrano inoltre che i prodotti più resi sono i vestiti da donna, mentre quelli meno resi sono relativi al mondo del beauty. Sul podio, in generale, troviamo tutto abbigliamento femminile: dopo i vestiti, le gonne si piazzano al secondo posto e i costumi al terzo. Non sorprende, quindi, che le donne restituiscono più degli uomini, con un differenziale medio di 5-10 punti percentuali.
L’analisi rivela una correlazione tra prezzo retail e tasso di reso: al crescere del prezzo, il tasso di reso aumenta in modo quasi lineare perché spesso il prodotto non risponde alle aspettative di chi lo compra. I dati suggeriscono che la soglia dei 100 euro è un punto di discontinuità: al di sopra, ogni 20 euro di prezzo in più aggiunge circa 3-4 punti percentuali di tasso di reso. Tuttavia, i costi logistici e operativi legati alla gestione del reso rimangono relativamente stabili indipendentemente dal valore dell'articolo e questo rende il fenomeno dei resi nel luxury più gestibile dal punto di vista economico rispetto ai prodotti a basso prezzo, dove ogni reso erode una quota maggiore della marginalità.
Dal punto di vista del consumatore il reso sembra, infatti, gratuito ma il costo (diretto e indiretto) esiste, pesa in modo significativo sui brand e viene trasferito sul prezzo del prodotto.
Scendendo nei dettagli, sul piano economico, il costo medio di gestione di un reso nel fashion varia tra 4 euro e 20 euro per articolo, inclusi spedizione di ritorno, processing, controllo qualità e ricondizionamento. Per brand di fascia premium, il costo può superare anche i 20 euro. Questo significa che il costo reale dei resi può rappresentare il 20-30% del margine operativo di un’azienda.
Da notare, inoltre, che i brand che operano in mercati ad alto tasso di reso prezzano i propri prodotti mediamente il 10-20% in più rispetto agli stessi articoli nei mercati a basso tasso di reso, per coprire il costo atteso. (riproduzione riservata)