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Maurizio Grifoni
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Grifoni (Fon.Te): ok al fondo pensione per i neonati. Ma con il cashback

di Anna Messia
25 agosto 2026, 21:00

Il presidente del fondo del terziario promuove l’intenzione del governo di avviare uno strumento previdenziale sottoscrivibile dalla nascita con un contributo pubblico ma per alimentarlo non basta il reddito, serve anche il consumo, dice. E occhio a governance e costi

«Già la legge 252 del 2005 ha previsto la possibilità di iscrivere alla previdenza complementare familiari a carico, a partire dai nuovi nati. Quello che manca non è lo strumento, ma la strategia giusta per alimentarlo evitando di replicare errori commessi in altri Paesi, come il child trust inglese che prevedeva un buono iniziale tra 250 e 500 sterline da parte del governo britannico, ma si è rivelato un flop con il contributo pubblico rimasto spesso l'unico versamento. Noi stiamo lavorando a un meccanismo di cashback e siamo pronti a mettere la piattaforma, appena sarà avviata, a disposizione del sistema». Maurizio Grifoni, presidente di Fon.Te, il fondo pensione del terziario arrivato a gestire un patrimonio di 7,3 miliardi con 370 mila iscritti, interviene così nel dibattito che da giorni si è aperto nel Paese dopo che il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, ha proposto un libretto di risparmio previdenziale per ogni nuovo nato, rilanciando un’idea avanzata dal presidente Covip, Mario Pepe, e la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha aggiunto che il governo ci sta lavorando, e troverà le risorse. «Un’ottima notizia», aggiunge Grifoni, «ma attenzione a come sarà attuato, a partire dalla governance».

Domanda. Presidente Grifoni l’esecutivo Meloni sembra finalmente pronto a sostenere l’avvio di un fondo previdenziale sottoscrivibile fin dalla nascita che, grazie al lungo orizzonte temporale, con il meccanismo di capitalizzazione, potrà contribuire a integrare la pensione pubblica sensibilizzando i cittadini su questo tema. Da anni lei sottolinea la necessità per i nuovi nati di avere fin da subito una posizione previdenziale e Fon.Te sta facendo da apripista per il sistema su questo fronte. Quali sono i suoi timori?

Risposta. Siamo tutti d’accordo sulla necessità di iniziare ad accantonare capitali previdenziali per i nuovi nati creando un salvadanaio per la pensione. Risorse che, visti i lunghi tempi dell’investimento, potranno essere indirizzate a sostegno dell’economia reale, spingendo la crescita del Paese e dando avvio a un circuito virtuoso. Ma ci sono almeno tre aspetti chiave da considerare con attenzione: come sarà alimentato il fondo, quanto costerà e chi potrà gestirlo.

D. Partiamo da quest’ultimo aspetto. Il presidente dell’Inps sembra pronto a occuparsi della gestione, con la vigilanza della Covip…

R. Credo che l’Istituto, con i suoi dati sui lavoratori e pensioni, possa avere un ruolo determinante per definire le caratteristiche di questi strumenti ma penso anche che la gestione debba rimanere in mano a chi si occupa professionalmente della previdenza integrativa, fondi negoziali, fondi aperti o pip. Se i genitori o i parenti di un neonato vogliono creare per lui un fondo previdenziale devono essere liberi di scegliere la forma che ritengono più opportuna e il Paese non ha bisogno di un contenitore in più. L’altro aspetto centrale è capire come alimentarli.

D. Si parla di un bonus iniziale pubblico per ogni nuovo nato cui potranno aggiungersi i versamenti di genitori e parenti…

R. In questo modo il rischio è però di creare uno strumento eccellente per le famiglie che ne hanno meno bisogno, quelle che hanno disponibilità economiche. Esattamente il contrario dello scopo. Per questo in Fon.Te stiamo lavorando già da mesi ad un meccanismo di cashback che possa consentire un versamento automatico al fondo quando si fa la spesa al supermercato, si fa benzina o si acquista un biglietto del treno. Il flusso, per un bambino, non può venire solo dal reddito, ma anche dal consumo che la sua famiglia fa comunque. C’è un’infrastruttura da costruire, ma grazie anche a Confcommercio ci stiamo lavorando e siamo pronti a metterla a disposizione del sistema.

D. Quali dovrebbero essere infine le scelte sul fronte dei costi?

R. Commissioni più alte hanno un impatto ancora più pesante se l’orizzonte temporale si allunga. Anche su questo dobbiamo tutelare le nuove generazioni. (riproduzione riservata)



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