Il board di Banco Bpm sceglie una linea interlocutoria nella prima risposta all’ops di Montepaschi e mette in evidenza i nodi che dovranno essere sciolti prima di qualsiasi valutazione definitiva sull’operazione. Ma non chiude radicalmente la porta, come invece fece nel novembre del 2024 all’annuncio dell’ops di Unicredit che pure prevedeva un premio, per quanto risicato.
??????La natura dell’offerta della banca guidata da Luigi Lovaglio rappresenta il primo nodo: quella di Siena, sottolinea il cda la cui valutazione è stata presa all’unanimità, è un’iniziativa «promossa su iniziativa di Mps» e non concordata né sollecitata da Piazza Meda. Ma soprattutto è «strutturalmente diversa» dalla proposta recapitata a inizio giugno a Rocca Salimbeni dall’ex Popolare guidata da Giuseppe Castagna.
Secondo Banco Bpm la mossa del Monte «si configura come un’acquisizione» mentre l’istituto milanese aveva messo sul tavolo una proposta di fusione alla pari. Il ceo di Mps Luigi Lovaglio ha offerto 1,567 azioni proprie per ogni titolo del Banco, per circa 25,3 miliardi e, a differenza di quanto fatto invece con l’offerta contemporanea su Banca Generali, è senza premio rispetto ai corsi del 19 agosto.
Nel nuovo gruppo da 80 miliardi di euro di capitalizzazione che nascerebbe dalle quattro integrazioni fra Mps-Mediobanca, Banco e la private bank controllata dal Leone gli attuali azionisti di Piazza Meda metterebbero in portafoglio circa il 37,2% del polo bancario combinato contro il 50,1% che al contrario si troverebbero in tasca i soci di Rocca Salimbeni.
È questo, spiegano a MF-Milano Finanza fonti a conoscenza del dibattito all’interno del cda, uno dei principali elementi di perplessità emersi nel board, che tornerà a riunirsi a metà settembre, cinque giorni dopo l’assemblea di Intesa Sanpaolo chiamata ad autorizzare l’aumento di capitale per l’opas da 30,6 miliardi su Mps.
Il consiglio mette nero su bianco poi che l’ops «non presenta un premio per gli azionisti di Banco Bpm», il cui titolo è salito del 26% negli ultimi sei mesi. In Piazza Meda poi, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il tema non è soltanto quello finanziario, ma anche il controllo effettivo sulla governance e la possibilità che le decisioni strategiche vengano assunte da Siena senza un adeguato coinvolgimento degli azionisti e del management di Piazza Meda. Il gruppo rischierebbe di subire le decisioni sui tagli dei dipendenti, delle filiali o per esempio quelle sullo spostamento della sede.
La decisione di ieri è stata presa anche con il consenso dei quatto consiglieri espressione dell’ingombrante socio Credit Agricole, che ha il 29,3% e si è espresso per le nozze fra il Banco e la controllata italiana dei francesi. Anche per questo il cda ha preso tempo in attesa che che possa emergere qualche cambiamento nello scenario. Il passaggio successivo sarà la scelta degli advisor.
Intanto Moody’s ha spezzato una lancia in favore della doppia ops di Montepaschi.
Secondo l’agenzia di rating, se portate a termine le offerte (su Bpm e su Banca Generali, ndr) diversificherebbero gli utili e rafforzerebbero la posizione competitiva ma presentano elevati rischi di execution. A Piazza Affari il Banco Bpm ha perso lo 0,49%, Banca Generali è salita dello 0,3%, Mps ha guadagnato lo 0,48%. Sale anche Intesa Sanpaolo, +0,31%, che ieri ha incassato dopo quello di ISS anche la raccomandazione del proxy advisor Glass Lewis di votare sì all’aumento di capitale al servizio dell’opas su Mps. (riproduzione riservata)