Slalom di stile. Alberto Tomba, l’autenticità oltre la vittoria
Alberto Tomba la leggenda. Dallo sci, che ha rivoluzionato, alla vita di oggi fatta di amicizie vere e passioni misurate. Con lui a memoria del gesto atletico incontra l’artigianalità, quando interpreta lo stile di Ferragamo e celebra la bellezza e l’eccellenza italiana
C’è stato un momento in cui lo sci era un linguaggio riservato alle montagne. Poi è arrivato Alberto Tomba e quello stesso linguaggio ha cambiato accento. Con una potenza atletica mai disgiunta dall’eleganza del gesto, dal cuore dell’Emilia ha portato lo sci fuori dalle valli e dentro l’immaginario collettivo, rendendolo popolare senza mai renderlo semplice.

Fuoriclasse assoluto, campione di quella stirpe reale come Pelé o Ayrton Senna. Ha vinto tutto e a lungo, e ciò che lo ha reso unico è stata l’autenticità. In uno sport abituato a campioni chiusi ha mostrato il volto umano della vittoria.Talento naturale, rigore quotidiano, dedizione assoluta e una ricerca costante dell’eccellenza hanno costruito la sua leggenda. Ed è quell’autenticità, rara e non negoziabile, ad averlo reso capace di attraversare il tempo, lo sport e le generazioni. Gentleman lo ha incontrato all’ hotel Portrait di Milano, lontano dalle piste ma non dalla sua cifra più profonda, per parlare del mito e dell’uomo.
Gentleman. Nato e cresciuto in Emilia: che cosa sente di aver portato con sé di quella cultura e di quell’idea di comunità?
Alberto Tomba. L’Emilia resta casa. I sapori, la convivialità, il piacere di tornare. Ho girato il mondo, ma non vedo l’ora di rientrare. È un posto dove senti che non manca nulla.

G. C’è un tratto della sua carriera che riconosce come determinante per l’uomo che è diventato?
A.T. La disciplina. Dietro ogni risultato c’è un lavoro costante, fisico e mentale. Non si vede e resta anche quando smetti di gareggiare.
G. Che cos’è lo sport per lei oggi, lontano dalla competizione?
A.T. Lo sport mi ha dato tantissimo, mi ha formato. Ha una forza enorme: può cambiare le persone, persino fermare una guerra. Ti apre al mondo, ti costringe a muoverti, a conoscere, a confrontarti. È esperienza di vita.
G. Quali valori ha conservato nel tempo e quali ha dovuto rivedere?
A.T. Il rigore è rimasto. Con il tempo impari a dosarlo meglio.

G. Dopo una carriera così intensa, che tipo di ascolto richiede oggi il corpo e che ruolo ha il movimento nella sua vita?
A.T. Ascolto vero. Corsa, nuoto, un po’ di bici. Mi tengo in movimento senza forzare. Oggi il movimento è equilibrio, non prestazione: è un modo per stare bene, centrato, più che per dimostrare qualcosa.
G. Scia ancora?
A.T. Due o tre volte all’anno quando ci sono le condizioni, non sono un turista, mi piace ancora andare veloce.
G. Che cosa ha portato con sé dello sport nella vita di tutti i giorni?
La capacità di gestirmi. Anche quando gareggiavo trovavo i miei spazi, senza eccessi. Equilibrio non è rinuncia totale, è intelligenza.

G. Ha viaggiato molto grazie allo sport. Che rapporto ha oggi con il viaggio?
A.T. Viaggiavo tantissimo, oggi molto meno. Preferisco muovermi in Italia, in macchina. Mi piace guidare, soprattutto di notte, quando non c’è nessuno. È un viaggio più intimo. Ho i miei luoghi, le mie case, gli amici da raggiungere.
G. Che valore ha l’amicizia nella sua vita?
A.T. Fondamentale. Gli amici veri li riconosci nel tempo. Conta la lealtà, non la durata. Penso anche agli amici del fan club: una presenza costante, nata quando non c’era nulla da vincere, e rimasta per quello che siamo.

G. Auto e orologi, sono passioni?
A.T. Mi piacciono, ma da usare. Le auto mi piace guidarle, non collezionarle. Lo stesso vale per gli orologi: strumenti da vivere, non ossessioni.
G. Il vino è una sua passione: che cosa rappresenta oggi?
A.T. Misura. Non è bere, è saper bere. Collezionare, conoscere, aspettare. Ho una collezione di 3mila bottiglie tutte acquistate dal produttore. Il vino ti insegna il tempo, la pazienza, l’equilibrio.
G. Che rapporto ha oggi con il tempo?
A.T. Scelgo come spenderlo e con chi. Il tempo passa veloce, per questo bisogna dedicarlo alle persone che contano davvero.

G. C’è una vittoria che sente più vicina delle altre?
A.T. Dalla prima all’ultima, tutte le 50 hanno segnato un passaggio. Ma se devo pensare a un momento che resta, direi Albertville.
G. Cos’è lo stile per lei oggi?
A.T. Non è solo l’abito. È come ti presenti. L’ordine, la misura, dicono molto di una persona. Pensando al guardaroba amo vestirmi in modo semplice, con un dolcevita caldo, ma anche elegante quando serve con abiti sartoriali e lo smoking.
G. Lei è molto amato dalla gente che cosa la stupisce ancora delle persone?
A.T. Mi commuove quando qualcuno, senza conoscermi, mi ferma e mi dice poche parole vere. È rispetto, ed è una cosa rara.
Si ringrazia Portrait Milano
e Rumore per le location.
Styling: Olympia De Molossi
Hair and Make up: Marina Magoni.
(Riproduzione riservata)
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