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Sindalah, la nuova destinazione del lusso in Arabia Saudita porta la firma di Luca Dini

L’isola che non c’era, e adesso c’è, è stata progettata e realizzata dall’architetto fiorentino Luca Dini all’insegna della sostenibilità e delle eccellenze italiane

di Cristina Cimato
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Sindalah è l’isola che non c’era. Anzi, che c’era già e faceva parte di un arcipelago remoto e quasi sconosciuto, situato nella zona nord dell’Arabia Saudita, al confine con la Giordania e affacciato sul Mar Rosso. Oggi è il simbolo concreto di una rigenerazione progettuale e culturale che la trasformerà nei prossimi due anni in una delle destinazioni turistiche più esclusive del mondo.

Sindalah, la nuova destinazione del lusso in Arabia Saudita porta la firma di Luca Dini

Il masterplan di questo progetto, parte della più ampia Vision 2030 del Paese, è stato affidato allo studio fiorentino Luca Dini Design & Architecture, fondato nel 1996 e specializzato nel settore del custom superyacht design, ma anche in interior e urban design. «Per questa isola che si estende su 84 ettari abbiamo ragionato con la mentalità che appartiene alla gente di mare. La prospettiva da cui siamo partiti è, dunque, quella dall’acqua. Abbiamo costruito un porto con la funzione di attivatore di tutto l’ecosistema ricettivo e di entertainment. Qui verranno ospitati circa 80 posti barca per yacht da 15 metri in su. Ma, soprattutto, l’intuizione grazie alla quale abbiamo vinto un bando internazionale ha attinto fortemente all’italian way of living», racconta a Gentleman Luca Dini.

© Cristian Castelnuovo
© Cristian Castelnuovo

E così Sindalah Island si presenta come un borgo con una bella promenade in cui si susseguono piccoli negozi e ristoranti stellati, hotel di lusso e botteghe del gusto. «L’impostazione è la stessa che potremmo trovare in Italia, ossia quella di un paese con un dedalo di stradine e un impianto urbanistico a scalare per offrire a tutti la vista mare, appartamenti con un ampio spazio outdoor da vivere per tutta la giornata, uno yacht club, un golf club e un beach club», aggiunge il designer che, per questo progetto-pilota di cui è anche art director, ha invitato un pool di eccellenze italiane a prestare una inedita visione progettuale, uscendo dai propri schemi di business per disegnare qualcosa di nuovo e mai visto prima.

Il pool di eccellenze italiane

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Forte della sua esperienza a Forte dei Marmi con il Bagno Alpemare, la famiglia Bocelli (proprietaria dello stabilimento, ndr) ha disegnato il beach club, il fashion designer Stefano Ricci si è occupato degli interni dello yacht club (sopra), mentre all’imprenditore stilista Brunello Cucinelli è stato affidato il progetto dell’Anfiteatro dell’Anima, uno spazio di cultura con un palco a mensola proteso sul mare (qui sotto). «Il punto non è stato solo spingere questi personaggi oltre i propri confini, ma unire le esperienze e le sensibilità per ottenere risultati unici», continua a spiegare Luca Dini.

Sindalah, la nuova destinazione del lusso in Arabia Saudita porta la firma di Luca Dini

«Abbiamo scelto materiali mai utilizzati prima in una simile destinazione o totalmente nuovi, valorizzando non solo i nomi già noti, ma anche i piccoli artigiani italiani, come i marmisti di Pietrasanta o aziende familiari come Colacem, fondata a Gubbio nel 1966. Un loro impasto che contiene all’interno particelle capaci di sprigionare luce nelle ore buie è stato utilizzato per realizzare l’Anfiteatro, che di notte si illumina. Con Matteo Brioni, founder dell’omonima azienda nel Mantovano, abbiamo creato un intonaco con millimetriche fibre ottiche per il rivestimento delle facciate delle case, anche loro in grado di auto-illuminarsi. La copertura del golf club (sotto) è trattata con una pelle riciclata spray, mentre l’esterno di uno degli hotel è interamente in policarbonato, materiale usato tradizionalmente nel design di prodotto».

Sindalah, la nuova destinazione del lusso in Arabia Saudita porta la firma di Luca Dini

Ristorazione e alberghi stellati

L’Italia e il suo tessuto di realtà eccellenti permea ogni angolo di questa magica isola. Accanto a blasonati nomi internazionali, per la ristorazione d’autore sono stati chiamati gli chef stellati Enrico Bartolini e Norbert Niederkofler, mentre per gli arredi delle ville e degli appartamenti i top player del design italiano come Minotti e B&B Italia, Cassina, Edra, Molteni & C., Poltrona Frau e Uno Più. Sull’isola, infine, sorgeranno tre hotel, un Autograph Collection Hotels e un The Luxury Collection, entrambi dell’ecosistema Marriott, e un Four Seasons (qui sotto), per un totale di oltre 550 camere ultra-premium.

Sindalah, la nuova destinazione del lusso in Arabia Saudita porta la firma di Luca Dini

«Al progetto di Sindalah Island ne seguiranno altri perché almeno altre otto isole di questo arcipelago saranno oggetto di riqualificazione, e non tutte destinate a un turismo extra-lusso, nel rispetto di un criterio di sostenibilità anche verso le persone e il mondo esterno», precisa Luca Dini, che di recente si è fatto promotore dell’iniziativa di aggregazione Luca Dini International Projects, un team formato con quattro studi di ingegneria definiti da diverse specificità per rispondere in modo sinergico a una domanda crescente di servizi integrati in alcune geografie in forte crescita. «Il motivo di questa iniziativa è semplice: mi sono reso conto che i progetti oltre una certa dimensione difficilmente tengono in considerazione gli studi italiani, perché in Italia gli studi più grandi sono di 250 professionisti al massimo. In altre aree geografie contano, invece, decine di migliaia di persone», spiega Luca Dini, «però, allo stesso tempo, ci viene riconosciuta creatività, genialità e malleabilità senza pari. Quindi ora c’è un pool che si muove per i grandi bandi, per arrivare a fare, per esempio, il masterplan per un aeroporto, uno stadio o un paese intero».

Sindalah, la nuova destinazione del lusso in Arabia Saudita porta la firma di Luca Dini

Nuovi progetti all’orizzonte

Attualmente lo studio Luca Dini Design & Architecture sta lavorando su porti turistici di alto livello, resort e dimore esclusive con un focus sull’Albania, una delle destinazioni in cui figura tra i protagonisti di uno sviluppo innovativo e sostenibile attraverso cinque progetti costieri: la torre Colosseum 339, il complesso residenziale di lusso Tirana Villas, il grattacielo Durres Tower, l’insediamento Pine Residences e l’edificio Skalitur Tower. «La nostra filosofia di “guardare sempre la terraferma dal mare” riflette il nostro impegno per l’eccellenza, la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, assicurando che l’espansione costiera dell’Albania sia esteticamente raffinata ed ecologicamente responsabile», conclude il designer fiorentino. «Anche qui, in alcuni casi, abbiamo citato l’Italia, ispirandoci alle piazze metafisiche di Giorgio de Chirico e all’incompiuto gruppo scultoreo I Prigioni di Michelangelo». (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 08/04/2025 08:00
Ultimo aggiornamento: 08/04/2025 08:00
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