Le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale (AI) possono essere «un salto quantico» per il il settore finanziario a causa dei «significativi elementi di discontinuità» rispetto al passato. Ma secondo Giuseppe Siani, capo della Vigilanza della Banca d’Italia, «la responsabilità ultima delle decisioni non può essere rimessa a un processo automatico, per quanto sofisticato possa essere». In tal senso, secondo quanto aggiunto da Siani ieri a un incontro di Boston Consulting Group a Milano, l’espressione «AI-driven» può provocare fraintendimenti: «L’intelligenza artificiale non deve “guidare”, non deve sostituirsi ai decisori finali, ma deve “supportare” al meglio i processi decisionali. Sembra pertanto preferibile fare riferimento all’espressione “AI-assisted”».
Bankitalia è consapevole che l’innovazione tecnologica sta trasformando i modelli di business di banche e operatori finanziari. L’AI avrà impatto sulla clientela (attraverso una nuova esperienza di acquisito), sulla produttività degli operatori (attraverso una modifica dei processi) e anche per le autorità (grazie alle nuove tecniche di gestione del rischio). I casi d’uso nel settore bancario riguardano il marketing, il contrasto delle frodi, i modelli di scoring per il rischio di credito e più in generale i sistemi di gestione del rischio. Gli operatori sono attirati dalla possibilità di risparmiare tempi e costi, di decidere sfruttando tutta l’informazione disponibile, di migliorare l’offerta dei servizi per la clientela accorciando i tempi di risposta. Questi aspetti «positivi» tuttavia vanno «integrati da adeguate valutazioni sui profili di rischio», ha osservato Siani.
Le soluzioni AI richiedono «investimenti significativi, sostenibili solo da poche e grandi società attive principalmente nel settore della comunicazione e della gestione dei dati e che già svolgono il ruolo di terze parti nel settore finanziario».Questo accresce «il rischio di concentrazione dell’offerta di tali servizi». Inoltre, ha rilevato Siani, l’AI può portare a forme inconsapevoli di discriminazione e all’inefficace soluzione a quesiti complessi. Riguardo al credit scoring, un’attività ancora limitata ma in crescita, «emerge con chiarezza che, a fronte di vantaggi percepiti come molto significativi, non c’è ancora un’adeguata consapevolezza dei rischi», ha detto il capo della Vigilanza anche con riferimento a un’analisi di Bankitalia (riportata su MF-Milano Finanza del 13 ottobre 2022).
Per Siani ci sono in particolare due «profili di attenzione». Innanzitutto, gli applicativi AI «aumentano l’affidamento su risultati ottenuti in via automatizzata, che però non necessariamente risultano adeguati e immediatamente utilizzabili per le finalità perseguite». In secondo luogo «gli algoritmi utilizzati si basano su numerose ipotesi che devono essere verificate nel continuo».
L’attività di Bankitalia sull’AI si sviluppa in tre ambiti: la regolamentazione (con il sostegno tecnico al governo nel regolamento Ue in discussione), la promozione dell’innovazione (attraverso il Canale Fintech, Milano Hub e la Sandbox regolamentare) e la supervisione. L’evoluzione tecnologica, ha detto Siani, «si accompagna a un ampliamento e a una trasformazione dei rischi cui gli intermediari sono esposti. Essa aumenta inoltre l’interconnessione tra soggetti, sia all’interno del tradizionale perimetro della vigilanza, sia con nuovi operatori che offrono servizi critici e che spesso risiedono in Paesi che adottano forme di vigilanza non sempre adeguatamente sviluppate». Inoltre «c’è la possibilità concreta che il governo di piattaforme e servizi venga traslato dalle entità agli algoritmi». Perciò Bankitalia ha avviato approfondimenti sugli smart contract. Nella supervisione Via Nazionale ha osservato «casi di successo, ma anche progetti caratterizzati da criticità», ha osservato Siani. L’Italia è indietro rispetto ai maggiori Paesi Ue negli investimenti in venture capital sull’AI, secondo l’Ocse.
Ieri intanto la plenaria del Parlamento Ue ha dato il via libera a Claudia Buch come presidente della Vigilanza Bce da gennaio al posto di Andrea Enria, confermando il voto della commissione parlamentare Econ del 20 settembre. L’ok è arrivato con 357 voti a favore, ma anche 42 astenuti e 195 contrari. La spagnola Nadia Calviño è così sempre più vicina alla presidenza della Bei. (riproduzione riservata)