Sesa torna a vedere una crescita a doppia cifra. Il gruppo IT toscano, quotato a Piazza Affari nel segmento Star, evidenzia un aumento del 16% del fatturato nel trimestre agosto-ottobre 2025 (secondo trimestre dell’anno fiscale 2025-2026 per Sesa), frutto di un ritorno a una forte crescita organica dopo anni caratterizzati da acquisizioni in serie. L’accelerazione del business nel secondo trimestre fiscale spinge all’11,6% l’espansione dei ricavi nei primi sei mesi dell’esercizio.
Il fatturato di Sesa al 31 ottobre 2025 si attesta a 1,6 miliardi di euro (+11,6%), mentre il margine operativo lordo sale dell’11,4% a 114,4 milioni e l’utile netto del 13,7% a 30,3 milioni. A fine ottobre 2025 la posizione finanziaria netta era negativa per 119 milioni di euro rispetto ai 122 milioni di inizio esercizio.
Nel secondo trimestre i ricavi sono stati pari a 754,6 milioni (+16%), superiori alle stime degli analisti di Mediobanca Research che si aspettavano un fatturato consolidato di 713 milioni (+9%). «Nel secondo trimestre abbiamo accelerato in tutti i settori e i numeri del semestre mostrano che il piano industriale che abbiamo presentato in estate sta avendo successo», commenta Alessandro Fabbroni, amministratore delegato di Sesa. «Abbiamo inoltre ridotto gli oneri finanziari netti del 15% nel trimestre e dell’11% nel semestre».
Tra le divisioni di Sesa – gruppo articolato in diverse controllate – il ramo Value Added Solutions (soluzioni Ict ad alto valore aggiunto per le imprese) torna alla crescita - del tutto organica - con ricavi per 939,1 milioni (+2,1%) dopo la flessione registrata tra maggio e luglio. Avanza anche l’unità Digital Green, dedicata alle tecnologie per la transizione energetica, con proventi pari a 209,6 milioni (+25,6%) grazie alla forte domanda di energia legata all’adozione dell’intelligenza artificiale.
L’area Business Services registra un’espansione del 6,8%, anche in questo caso interamente organica, con ricavi per 73,8 milioni, mentre il settore Software e System Integration, presidiato dalla controllata Var Group, arriva a 420,2 milioni (+3,8%) nonostante il rallentamento della domanda in alcuni distretti del Made in Italy. Var Group ha appena varato un piano strategico triennale per la crescita sostenibile, stanziando 210 mila euro di investimenti.
«Nel primo semestre abbiamo investito soprattutto per sviluppare le competenze e trasformare l’organizzazione del gruppo attraverso l’adozione di tecnologie digitali, intelligenza artificiale e automazione», aggiunge Fabbroni. «Non abbiamo effettuato acquisizioni rilevanti, ma stiamo procedendo nell’integrazione delle oltre 80 aziende che abbiamo acquisito negli ultimi cinque anni. Dall’altro lato, abbiamo portato il payout al 40%, con buyback da 25 milioni totali e dividendi per 15 milioni, dando un euro per azione ai soci».
Alla luce dei risultati del primo semestre il gruppo conferma gli obiettivi fissati per l’anno fiscale 2025-2026 (che chiuderà il 30 aprile 2026), ovvero una crescita dei ricavi tra il 5% e il 7,5%, un aumento tra il 5% e il 10% dell’ebitda e di oltre il 10% dell’utile.
«Nella seconda parte dell’esercizio ci aspettiamo un trend almeno in linea con quello dei primi sei mesi, perciò abbiamo confermato la guidance di crescita del piano 2026-27 fornita a luglio», conclude Fabbroni. (riproduzione riservata)