Seduta di decisi cali per l'azionario europeo dopo la chiusura negativa dell'Asia. A Milano il Ftse Mib ha perso il 2,12% a 42.838 punti. In flessione anche Wall Street, dove il Dow Jones al momento perde l'1%.
Permane un clima di incertezza in vista dei dati di Nvidia, in agenda domani. "Bisogna dirlo in modo chiaro: Nvidia non è più un titolo, è un indicatore macro. È diventata la proxy dell’intero ciclo AI, il termometro del sentiment globale, il punto dove tecnologia, capex, liquidità e geopolitica si incrociano. Per questo ogni trimestre è un evento a sé", sostiene Alessio Garzone, portfolio manager Gamma Capital Markets. Per l'esperto la trimestrale "non ci dice solo come sta Nvidia: ci dice a che punto siamo del ciclo AI globale. E al mercato serve disperatamente un nuovo catalizzatore per capire se l’equilibrio attuale — fatto di spesa altissima, capex ai massimi e incertezza sulla liquidità — può reggere anche nel 2026".
Intanto, il ceo di Google, Sundar Pichai, ha detto che "nessuna azienda sarà immune se la bolla dell'IA dovesse scoppiare, noi compresi". Si tratta di parole che giungono in un contesto di cautela riguardo alla possibilità di una bolla, visto che il valore delle aziende attive nell'IA è aumentato rapidamente negli ultimi mesi e le imprese stanno investendo somme considerevoli in un settore in forte espansione.
A piazza Affari pesanti Stellantis (-4,44%), Tim (-6,6%) e le banche: B.Mps -3,69%, B.P.Sondrio -3,53%, Bper -3,4%, Banco Bpm -2,67%, Intesa Sanpaolo -2,95%, Unicredit -1,92%.
Tra le mid cap hanno chiuso in controtendenza rispetto al mercato Lu-Ve (+0,27%) ed El.En (+2,39%), sostenute dagli incrementi di prezzi obiettivo incassati dopo i conti.