Torna il sereno sulle borse asiatiche dopo che la decisione del Tesoro statunitense di aumentare i riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza ha allentato la pressione sui mercati obbligazionari globali. Inoltre, una nuova ondata di acquisti sui titoli del settore dei semiconduttori ha spinto al rialzo il Kospi sudcoreano e il Nikkei giapponese.
La decisione del Tesoro statunitense di raddoppiare l’entità dei riacquisti di titoli di debito con scadenza da 10 a 30 anni, portandoli ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione, è arrivata dopo che la vendita di obbligazioni ha spinto il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni al livello più alto dal 2007, complici i timori per l’escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran e per il deterioramento della situazione fiscale statunitense (il debito pubblico ha superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari).
L’aumento rispetto ai riacquisti da 2 miliardi di dollari precedentemente previsti si applicherà al segmento da 10 a 20 anni e a quello da 20 a 30 anni e sarà in vigore dal 9 settembre al 4 novembre. La misura ha contribuito a far scendere il rendimento del Treasury a 30 anni al 5,18% e quello del titolo decennale al 4,63%. Il future sul Nasdaq 100 sale dello 0,4% e quello sull’S&P 500 dello 0,15%. Secondo gli analisti, la decisione del Tesoro Usa può migliorare temporaneamente la liquidità sulla parte lunga della curva dei rendimenti, anche se gli investitori restano cauti perché le pressioni sui conti pubblici potrebbero continuare a mantenere elevati i premi a termine.
L’indice Kospi sudcoreano è balzato del 5,45%, mettendo a segno un forte rimbalzo dopo il crollo dei titoli dei semiconduttori registrato il 19 agosto. SK Hynix è salita del 12% e Samsung Electronics del 7,88% grazie ai piani di remunerazione agli azionisti. SK Hynix ha infatti annunciato un programma di riacquisto e cancellazione di azioni proprie da 40.000 miliardi di won (28,6 miliardi di dollari), pari al 3,3% del capitale. La società ha anche dichiarato di voler distribuire agli azionisti almeno il 50% del free cash flow cumulato fino al 2027.
Anche Samsung Electronics starebbe per annunciare un piano di remunerazione degli azionisti del valore di oltre 100.000 miliardi di won (72 miliardi di dollari), secondo quanto riportato da MoneyToday. A quanto pare il colosso tecnologico intende destinare il 50% del free cash flow alla remunerazione degli azionisti, con misure che dovrebbero concentrarsi sui dividendi cash, una percentuale simile a quella prevista da SK Hynix.
Samsung ha dichiarato di non voler commentare l’indiscrezione, rimandando alle dichiarazioni rilasciate dal direttore finanziario durante la conference call sui risultati trimestrali di luglio. «Condivideremo presto un piano volto a trovare il giusto equilibrio tra la massimizzazione del valore per gli azionisti e il reinvestimento necessario alla crescita futura, continuando al contempo a massimizzare i rendimenti per gli azionisti», aveva dichiarato all’epoca il cfo, Park Sooncheol.
I piani di remunerazione degli azionisti evidenziano la fiducia dei produttori di chip nella propria capacità finanziaria di sostenere le quotazioni azionarie, continuando al tempo stesso a finanziare gli ingenti investimenti necessari per sfruttare la domanda trainata dall’intelligenza artificiale. Il rimbalzo dei due gigante tech sudcoreani arrivano dopo una fase di forte volatilità che ha messo alla prova il rally alimentato dall’intelligenza artificiale e sollevato interrogativi sulla sua capacità di proseguire.
In Giappone l’indice Nikkei è cresciuto dell’1,34%, mentre il più ampio Topix dello 0,98%. Molto bene tra i titoli tecnologici Kioxia Holdings (+6,2%) e Sony (+0,85%). Anche i produttori automobilistici giapponesi hanno registrato forti rialzi. Honda Motor è balzata del 4,57%, raggiungendo il livello più alto dall’8 luglio 2024, mentre Toyota Motor ha guadagnato il 4,22%. I rialzi sono arrivati dopo che Washington ha proposto una riduzione dei dazi sulle automobili prodotte in Canada dal 25% al 15%.
Lo yen è debole con il dollaro che sale dello 0,34% a 158,695. Le esportazioni giapponesi hanno raggiunto livelli record a luglio: +23,2% su base annua rispetto al +19,3% di giugno, superando le previsioni degli economisti. Si tratta della quinta accelerazione mensile consecutiva e del ritmo di crescita più sostenuto da ottobre 2022. A trainare il risultato sono state soprattutto le apparecchiature per semiconduttori, il cui valore è balzato del 49,1%, sospinto dal boom della domanda legata all'intelligenza artificiale.
Più in dettaglio, le spedizioni verso la Cina, primo partner commerciale di Tokyo, sono cresciute del 25,8%, quelle verso gli Stati Uniti del 22%. Anche le importazioni sono aumentate del 27,8%, il rialzo più marcato da novembre 2022, anch'esso superiore alle attese degli esperti, determinando un deficit commerciale di 634,5 miliardi di yen, leggermente inferiore al passivo previsto di 680 miliardi. A pesare è stato in particolare il rincaro del petrolio, quello più costoso dagli Stati Uniti, con le importazioni di greggio in crescita dell'87,8% per effetto delle tensioni in Medio Oriente, che nei mesi scorsi hanno interessato lo Stretto di Hormuz. Secondo i dati dell'Agenzia internazionale dell'energia, il Giappone copre oltre l'87% del proprio fabbisogno energetico con l'estero.
Non sono stati al passo l’indice cinese CSI 300, sceso dello 0,18%, e lo Shanghai Composite (-0,02%), meglio l’Hang Seng di Hong Kong, avanzato dell’1,17% con Alibaba salita del 3,46%, Xiaomi del 2,92%, Baidu del 2,2% e Tencent del 2,10%.
Invece il titolo Evergrande Property Services sale del 2,9%. Il fondatore del colosso immobiliare cinese Evergrande, Xu Jiayin, è stato condannato all'ergastolo da un tribunale cinese per una serie di reati finanziari. E il gruppo è stato multato per 8,82 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di dollari), mentre Evergrande Real Estate dovrà pagare una multa di 7 miliardi di yuan. In totale 2,35 miliardi di dollari. Il tribunale intermedio di Shenzhen ha, inoltre, condannato Xu per diversi reati, disponendo l'ergastolo, la revoca a vita dei diritti politici e la confisca di tutti i suoi beni personali.
Infine, in Australia l’indice Asx 200 è salito solo dello 0,21% dopo che gli ultimi dati sul mercato del lavoro hanno mostrato un tasso di disoccupazione in aumento al 4,5% a luglio dal 4,4% di giugno, mentre l’occupazione è diminuita di 16.000 unità, indicando un certo rallentamento del mercato del lavoro. (riproduzione riservata)