Mercati asiatici in calo a causa del sell-off sui titoli tecnologici e non solo in mezzo a un trading sottile e alla continua incertezza sulla variante Omicron del Covid-19. Il Nikkei del Giappone è sceso dello 0,56% a quota 28.906,88 punti. Il titolo del produttore di bevande, Kirin Holdings, ha perso il 2,9%, mentre la società di sensori, Keyence, il 2,4%.
Pollice verso anche per il Kospi della Corea del Sud, arretrato dello 0,92%, per l'indice Hang Seng di Hong Kong (-1,01%) e per lo Shanghai Composite cinese (-0,70%) a causa dell'inasprimento normativo sulle vendite di azioni all'estero e dei rischi economici derivanti dal rallentamento del settore immobiliare, gravato da maxi debiti. La Banca centrale cinese, Pboc, dovrebbe aggiungere ulteriori stimoli per rilanciare la ripresa economica nel 2022.
L'inasprimento della politica monetaria delle banche centrali, l'outlook della Cina e il Covid-19 rimangono rischi chiave per il prossimo anno, anche se la variante Omicron è più mite di quanto si pensasse. La Cina avrà, comunque, bisogno di un'azione politica molto più forte nel 2022 per rafforzare la crescita e aiutare a riaccendere l'interesse per le azioni dei mercati emergenti, che altrimenti rimarranno una delle grandi incertezze per gli investitori, ha affermato a Bloomberg Katie Nixon, chief investment officer di Northern Trust Wealth Management.
In attesa del dato sui sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, previsto per domani, i futures di Wall Street scambiano in timido rialzo (+0,07% il Dow Jones e +0,15% l'S&P500) e il rendimento del Treasury a 10 anni scende all'1,474%. Ieri sera l'indice S&P500 ha terminato la seduta in ribasso dello 0,1%, dopo aver toccato il nuovo record storico a 4.807 punti. Invece, il Nasdaq ha perso lo 0,6%.
Sul fronte geopolitico, ha segnalato l'agenzia Reuters, gli Stati Uniti finanzieranno progetti tesi a rafforzare i confini dell'Ucraina con la Russia e la Bielorussia, mentre le relazioni con Mosca continuano a peggiorare. Kiev ha accusato Mosca di aver radunato decine di migliaia di soldati vicino ai confini in preparazione di una possibile offensiva. La Russia ha negato di pianificare un attacco, mentre ha accusato Ucraina e Usa di aver adottato comportamenti destabilizzanti e ha chiesto garanzie di sicurezza contro l'espansione della Nato verso est. Un incontro tra funzionari statunitensi e russi per discutere delle crescenti tensioni, ha ricordato Reuters, è previsto il prossimo 10 gennaio.
Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro vale 1,13015 (-0,03%), mentre il cambio dollaro/yen viaggia a 114,917 (+0,11%). Resta poi sotto la soglia di 50.000 dollari il bitcoin (-2,77% a 47.839 dollari). Tra le materie prime sale il greggio (Wti +0,28% a 76,19 dollari al barile e Brent +0,37% a 78,96 dollari al barile), non l'oro (-0,25% a 1.806 dollari l'oncia). (riproduzione riservata)