Chiusura in rialzo per il listino milanese con il Ftse Mib che a fine giornata avanza dello 0,62% dopo che il colosso tech ha messo a segno conti superiori alle attese del mercato, allentando un pò i timori di una bolla dell'IA.
Intanto, dai verbali dell'ultima riunione del Fomc della Fed è emerso che vi sono opinioni fortemente divergenti sulla decisione sui tassi a dicembre tra i membri del board. Al momento il mercato assegna chance del 30% a un ulteriore taglio dei tassi da 25 punti base, in decisa riduzione rispetto alle probabilità assegnate solo qualche settimana fa. Le mosse di politica monetaria della Federal Reserve verranno rese note il 10 dicembre. Sul fronte dei dati macroeconomici, focus sul mercato del lavoro Usa.
Sul fronte macro da segnalare che in Germania i prezzi alla produzione sono diminuiti dell'1,8% su base annua a ottobre, dopo il calo dell'1,7% a settembre, riferisce l'Ufficio Federale di Statistica del Paese. Gli economisti si aspettavano una diminuzione dell'1,9% a/a.
Negli Usa invece le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a quota 220.000 unità, in calo di 8.000 unità rispetto al dato della settimana precedente. I non farm payroll, invece, sono aumentati di 119.000 unità nel mese, rispetto alla perdita di 4.000 posti di agosto, dopo una revisione al ribasso. Il dato ha battuto nettamente il consenso degli economisti che si aspettavano una crescita di 50.000 unità. Infine, l'indice manifatturiero mensile della Federal Reserve di Filadelfia è migliorato a -1,7 a novembre, dopo essere sceso a -12,8 punti a ottobre. Il dato ha comunque deluso il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a quota 1 punto.
A Piazza Affari ene soprattutto Leonardo (+2,89%), Hera (+3,14%) e Italgas (+2,21%).
Da segnalare pure A2A (+2,17%) su cui Morgan Stanley ha limato da 3,25 a 3,2 euro il prezzo obiettivo, confermando la raccomandazione overweight e Poste I. (+1,35%) su cui Goldman Sachs ha avviato la copertura con raccomandazione neutral e prezzo obiettivo a 23 euro.
In ordine sparso le banche: Banco Bpm +0,48%, B.Mps +1,43%, Bper -0,2%, Mediobanca +1,66%, Intesa Sanpaolo +0,95%, Unicredit +1,42%.
In calo invece Stellantis (-3,04%) e Nexi (-2,48%). Da segnalare fuori dal paniere principale Mfe Classe A (+2,22%) e Classe B (+1,3%). L'azienda ha archiviato i primi 9 mesi con un balzo del 153,5% a 243,1 milioni di euro, rispetto ai 96,2 milioni di euro dello stesso periodo del 2024. I ricavi netti consolidati ammontano a 1,939 miliardi di euro rispetto ai 2,004 miliardi di euro dello stesso periodo dell'anno precedente.
Rally infine per Cir (+6,54%). Si è infatti concluso il riassetto delle cliniche Kos, il gruppo delle cliniche partecipato dalla Cir della famiglia De Benedetti e da F2i, il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli. A uscire è la sgr che deteneva il 61,4%, quota che sarà rilevata direttamenete da Cir, la quale - forte del suo 40,23% - salirà così al 100%, confermando così una delle ipotesi scritte da Milano Finanza.