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Seco e Neura, alleanza europea per portare la Physical AI nei robot e nelle fabbriche
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Seco e Neura, alleanza europea per portare la Physical AI nei robot e nelle fabbriche

07 settembre 2026, 08:00 Ultimo aggiornamento: 10:51

Seco produrrà in Europa i moduli elettronici di elaborazione per i robot della società tedesca, compreso l’umanoide 4NE1. Al centro anche la produzione di semiconduttori e la nascita di una Neura Gym in Italia. Equita conferma buy in vista dei conti

La prossima frontiera dell’intelligenza artificiale non passa soltanto dai data center e dai software, ma anche dai robot. È su questo terreno che si sono incontrate la tedesca Neura Robotics e l’italiana Seco: hanno annunciato una partnership strategica per industrializzare e scalare dall’Europa la cosiddetta Physical AI, l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico.

L’accordo prevede che il gruppo italiano, guidato da Max Mauri, collabori con Neura alla progettazione, all’ingegnerizzazione e alla produzione dei moduli elettronici di elaborazione destinati ai robot cognitivi della società tedesca, incluso l’umanoide 4NE1. I moduli integreranno i processori Qualcomm Dragonwing e saranno parte dell’architettura di elaborazione distribuita sviluppata da Neura.

L’operazione mette quindi insieme competenze complementari: da una parte l’architettura di Physical AI e di robotica cognitiva della società tedesca, dall’altra l’esperienza di Seco nell’embedded computing, nell’ingegneria elettronica e nella produzione industriale. Sullo sfondo c’è la tecnologia di Qualcomm Technologies, che fornisce le piattaforme di calcolo edge sulle quali poggia l’architettura dei robot.

Fondata nel 2019 e con sede a Metzingen, in Germania, Neura Robotics punta a costruire una nuova generazione di robot cognitivi capaci di vedere, ascoltare, percepire e apprendere, con l’obiettivo di rendere scalabile il lavoro fisico in risposta a fenomeni come l’invecchiamento della popolazione e la carenza di manodopera.

L’intelligenza si sposta dentro il robot

Uno degli elementi distintivi dell’approccio di Neura è il concetto di Brain + Nervous System. L’obiettivo è distribuire capacità di sensing e di elaborazione lungo tutta la macchina, anziché concentrare l’intelligenza in un unico punto.

Da qui nasce il concetto di Smart Limb: braccia, gambe e altre parti del robot incorporano capacità di elaborazione che consentono di portare l’intelligenza più vicino alle articolazioni, ai sensori e ai punti in cui avviene l’interazione con il mondo fisico.

Il vantaggio è soprattutto in termini di latenza e sicurezza. Elaborare i dati direttamente all’edge permette infatti al robot di reagire rapidamente agli stimoli, un requisito essenziale quando la macchina deve operare accanto alle persone o gestire processi industriali complessi.

In questo modello i processori Dragonwing Robotics di Qualcomm Technologies sono chiamati a fornire capacità di AI on-device, efficienza energetica e controllo a bassa latenza. Seco, invece, entra nella fase che porta questa architettura dall’ingegneria alla produzione su scala, progettando e industrializzando i moduli di calcolo che integrano i processori nei robot Neura.

«La Physical AI non sarà costruita da una sola azienda. Richiede un ecosistema che comprenda sensing, computing, cloud e industrializzazione. Attraverso la nostra collaborazione con Qualcomm Technologies», ha spiegato David Reger, founder e ceo di Neura Robotics, «stiamo facendo evolvere il computing alla base della nostra architettura Brain + Nervous System e Smart Limb, mentre Seco apporta ulteriori competenze europee nell’ingegneria e nella produzione per aiutarci a portarla su scala».

Insieme, ha continuato, «utilizzeremo processi industriali reali per generare dati e sviluppare soluzioni di Physical AI per la produzione di semiconduttori che potranno infine essere implementate ovunque nel mondo. È esattamente questo», ha previsto Reger, «il modo in cui credo che l’Europa debba affrontare la Physical AI: combinare la nostra conoscenza industriale, costruire insieme e portarla su scala globale».

La sfida è industrializzare l'AI

Il punto centrale dell'accordo, dunque, non è soltanto costruire robot più intelligenti. È creare una piattaforma industriale in grado di produrli in modo affidabile e in volumi crescenti. Per Seco si tratta di un ulteriore passo nel posizionamento nell’Edge AI e nella Physical AI, ambiti nei quali l’azienda aretina ha sviluppato competenze hardware e software rivolte al mondo industriale. La società è già partner dell’ecosistema Qualcomm Technologies e ha realizzato diverse piattaforme di calcolo per applicazioni industriali basate sui processori Dragonwing.

«Combinando le nostre solide competenze ingegneristiche e tecnologiche con l’architettura di Physical AI di Neura e le avanzate piattaforme di calcolo di Qualcomm Technologies, possiamo creare soluzioni con un valore che va ben oltre una singola fabbrica o applicazione», ha sottolineato Max Mauri, ceo di Seco.

Dalla robotica alla fabbrica di semiconduttori

La partnership guarda però anche oltre l’hardware dei robot. Una delle direttrici indicate dalle due società riguarda infatti l’utilizzo della Physical AI direttamente nei processi produttivi, con particolare attenzione alla produzione di semiconduttori ed elettronica.

L’idea è utilizzare dati reali raccolti negli ambienti industriali per addestrare le macchine a gestire processi produttivi sempre più complessi. Le competenze acquisite potranno poi essere trasformate in soluzioni di automazione replicabili e utilizzate in altri impianti e mercati.

È un modello circolare: le fabbriche generano dati e conoscenza, i robot apprendono dai processi reali e le competenze sviluppate possono essere trasferite ad altre applicazioni. Un'impostazione che Neura collega al proprio Neuraverse, l’ecosistema nel quale i robot possono apprendere e condividere competenze.

In quest’ottica, l’intelligenza sviluppata per un singolo progetto industriale non dovrebbe restare confinata a quella fabbrica, ma diventare una sorta di patrimonio riutilizzabile per nuove macchine e nuovi processi.

La sfida europea della Physical AI

La sfida è costruire una filiera capace di competere su scala globale. I moduli di elaborazione che Seco svilupperà per i robot Neura saranno infatti sviluppati e prodotti in Europa, aggiungendo un elemento alla costruzione di una supply chain regionale per la Physical AI.

L’obiettivo dichiarato dalle società non è però quello di costruire una filiera chiusa, separata dal resto del mondo. Al contrario, la strategia punta a combinare capacità industriali e ingegneristiche europee con tecnologie di calcolo globali, in particolare quelle di Qualcomm.

«Con il passaggio della Physical AI dall’innovazione alle implementazioni reali, piattaforme di calcolo scalabili e intelligenti sono essenziali per abilitare la prossima generazione di robotica cognitiva. La nostra collaborazione con Neura Robotics combina le capacità di elaborazione AI ad alte prestazioni ed elevata efficienza dal punto di vista energetico di Dragonwing con l’innovativa architettura Brain + Nervous System di Neura, contribuendo a portare robot più reattivi, capaci e adattabili negli ambienti industriali e commerciali. Siamo lieti di vedere Seco entrare a far parte di questo ecosistema in crescita e contribuire ad accelerare il percorso verso una produzione affidabile su larga scala», ha commentato Nakul Duggal, Evp e Group Gm, Automotive, Industrial and Embedded IoT, and Robotics di Qualcomm Technologies.

Dalla Germania all’Italia

La collaborazione avrà anche una dimensione fisica in Italia. Le due società stanno infatti lavorando alla realizzazione di una Neura Gym nel nostro Paese che dovrebbe diventare il primo training hub della società tedesca nell’Europa meridionale. La presenza di un hub in Italia potrebbe quindi diventare funzionale anche alla sperimentazione delle macchine in contesti industriali reali.

La seconda direttrice è proprio la raccolta congiunta di dati di produzione, man mano che i robot Neura entreranno negli ambienti industriali. È qui che la partnership può assumere una valenza più ampia rispetto alla semplice fornitura di componentistica: la fabbrica diventa un ambiente di apprendimento per la Physical AI e, allo stesso tempo, un laboratorio nel quale testare e industrializzare nuove soluzioni.

Equita ritiene che l’ingresso in questo nuovo verticale rappresenti un’ulteriore conferma del know-how tecnologico di Seco e ne rafforzi le prospettive di medio-lungo termine, posizionando la società come un player sempre più rilevante nell’ecosistema europeo dell’Edge AI/Physical AI, con un’esposizione a un mercato ancora in fase iniziale ma caratterizzato da un elevato potenziale di crescita.

Equita conferma buy in vista della trimestrale

Seco presenterà i risultati finali del secondo trimestre del 2026 il prossimo 8 settembre. Si ricorda che a luglio aveva già comunicato i principali dati preliminari con ricavi pari a 50,3 milioni (-2% anno su anno) e gross margin di 28 milioni (+2%; margine al 55,6%).

L’ebitda adjusted rifletterà i maggiori investimenti in Ricerca&Sviluppo e personale, anche legati all’avvio dei nuovi impianti produttivi avviati di recente. Ma Equita si aspetta che tale effetto inizi a normalizzarsi già dai prossimi trimestri, grazie sia alla leva operativa derivante dalla riaccelerazione attesa dei ricavi sia a un livello di spesa più normalizzato. 

Sul fronte finanziario, la posizione finanziaria netta è vista peggiorare a -57 milioni (-47 milioni a fine 2025) per il maggior assorbimento del capitale circolante netto, legato alla decisione di anticipare gli approvvigionamenti di alcuni componenti, in particolare memorie e circuiti stampati (Pcb). Equita si attende che Seco confermi la guidance sui ricavi del terzo trimestre del 2026, attualmente attesi a 60 milioni, +25% anno su anno. Quindi ha ribadito il rating buy con un target price a 3,50 euro sull’azione.

Il titolo in borsa

A Piazza Affari il titolo Seco il 7 settembre sale del 4,06% a 3,335 euro dopo che negli ultimi tre mesi ha messo a segno un +11%. Il consenso Bloomberg vede 5 rating buy, 1 hold e 0 sell sull’azione con un target price medio a 3,79 euro che implica un upside potenziale del +13% circa rispetto al prezzo attuale. (riproduzione riservata)



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