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Bff, Kpmg richiama l’incertezza sulla continuità aziendale

07 settembre 2026, 08:25 Ultimo aggiornamento: 08:50

Kpmg segnala una «incertezza significativa» legata al possibile mancato rispetto dei requisiti di capitale dal 2028. Bff ha già riassorbito la carenza emersa a giugno e lavora a nuove misure per rafforzare il patrimonio

Bff Bank chiude il primo semestre con un richiamo del revisore sulla continuità aziendale. Nella relazione sulla revisione contabile limitata del bilancio semestrale, Kpmg segnala infatti l’esistenza di una «incertezza significativa» legata a eventi e circostanze che possono far sorgere «dubbi significativi» sulla capacità del gruppo di continuare a operare in condizioni di continuità aziendale. Kpmg precisa tuttavia che la propria conclusione sul bilancio non è modificata da questo richiamo.

Bff è stata oggetto di un’ispezione della Banca d’Italia, avviata nel dicembre 2025 e conclusa nel maggio 2026 con un giudizio complessivo «sfavorevole». Il rapporto ispettivo ha evidenziato rilievi su governance, processo contabile, comparto creditizio, organizzazione e controlli interni, sui quali la banca ha avviato specifiche azioni di rimedio.

Il riferimento del revisore è alla sezione della relazione semestrale dedicata al presupposto della continuità aziendale, nella quale Bff ricostruisce l’evoluzione dei coefficienti patrimoniali e le misure adottate per fronteggiare il rischio di nuovi shortfall. La relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2026 è stata pubblicata da Bff il 7 agosto.

Il primo elemento riguarda quanto accaduto alla fine del primo semestre. Al 30 giugno il Total Capital Ratio era pari al 12,9%, sotto il 13,4% richiesto dal regolatore. Cet1 e Tier 1, rispettivamente al 10,3% e al 12,9%, risultavano invece superiori ai requisiti minimi. Il deficit riguardava quindi il Total Capital ed era contenuto all’interno del Capital Conservation Buffer.

A determinare l’impatto sui coefficienti è stata anche la nuova interpretazione dell’Eba sul calendar provisioning che ha anticipato al secondo trimestre gli effetti patrimoniali relativi ad alcune esposizioni del portafoglio factoring riclassificate come past due nel giugno 2024. L’impatto sul Cet1 del calendar provisioning è così salito a circa 140,8 milioni di euro al 30 giugno, dai 51,2 milioni di fine 2025.

Bff ha però già ricostituito il capitale necessario a rispettare i requisiti. Il 28 luglio la banca ha completato la vendita e il contestuale reinvestimento di circa 3,1 miliardi di euro nominali di titoli di Stato italiani classificati Held to Collect, realizzando una plusvalenza ante imposte di circa 62 milioni. L’operazione ha consentito di riportare il Total Capital Ratio sopra il requisito regolamentare su base pro forma. Il Cet1 pro forma è indicato all’11,1%, mentre il Total Capital Ratio pro forma è al 13,6%.

Che cosa scrive Kpmg

Kpmg spiega di aver «svolto la revisione limitata in conformità alle linee guida della Consob… consiste nello svolgimento di indagini, principalmente presso i responsabili delle funzioni finanziarie e contabili, e nell’applicazione di procedure di analisi».

Sulla base della revisione svolta, proseguono gli esperti, «non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci inducano a ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo bancario Bff al 30 giugno 2026 … non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile Ifrs». Tuttavia, Kpmg richiama poi l’attenzione su quanto illustrato dagli amministratori nella sezione «Parte A – Politiche contabili: Sezione 2 – Criteri di redazione – Informativa relativa al presupposto della continuità aziendale» delle note al bilancio consolidato semestrale abbreviato, in merito a «eventi e circostanze che indicano l’esistenza di un’incertezza significativa tale da far sorgere dubbi rilevanti sulla capacità del gruppo di continuare a operare in condizioni di continuità aziendale».

Nuove misure da assumere in vista del 2028

Il problema evidenziato da Kpmg è però soprattutto prospettico. Secondo Bff, le proiezioni confermano per il 2028 la possibilità di nuovi deficit patrimoniali in assenza di iniziative esterne. La causa principale è la progressiva applicazione del calendar provisioning alle esposizioni classificate past due al 31 dicembre 2025. Per questo, scrive la banca, esistono «incertezze significative» sulla capacità del gruppo di continuare la propria esistenza operativa a partire dal 2028 se non saranno realizzate ulteriori misure. Il nodo è dunque il progressivo assorbimento di capitale legato al trattamento prudenziale di alcune esposizioni creditizie.

Per affrontarlo Bff ha attivato il Recovery Plan e predisposto un Piano di Conservazione del Capitale, aggiornato il 9 luglio e nuovamente approvato dal consiglio di amministrazione il 5 agosto. Nel breve termine il gruppo prevede un contenimento dei nuovi volumi nel segmento Factoring & Lending, mentre nel medio periodo sta valutando iniziative per valorizzare specifici portafogli e asset, comprese possibili cartolarizzazioni, nuove modalità operative nel factoring e altre operazioni di rafforzamento patrimoniale.

La banca sta quindi cercando di ridurre progressivamente l’assorbimento di capitale del proprio modello di business e di individuare strumenti per evitare che il problema si ripresenti nel 2028. La semestrale precisa che le iniziative sono allo studio anche con il supporto di primari consulenti e che sono stati elaborati scenari alternativi.

Sul quadro complessivo pesa l’ispezione della Banca d’Italia. Bff ha ricevuto il 14 luglio il rapporto relativo all’ispezione avviata nel dicembre 2025, conclusa con un giudizio complessivo «sfavorevole», e ha indicato di avere avviato le azioni di rimedio e rafforzamento richieste. Il consiglio opera inoltre con l’affiancamento di due commissari nominati dalla Banca d’Italia. (riproduzione riservata)



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