Ricavi e margini sopra la guidance e Seco strappa a Piazza Affari in chiusura un +12,02% a 2,05 euro. Anche se il fatturato nel primo trimestre del 2025 è sceso dello 0,1% a 47,2 milioni di euro (perfettamente in linea con la stima dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo), la ripresa degli ordini è stata graduale con il fenomeno di destocking in fase di completamento.
Questo ha contribuito a un recupero dei volumi di vendita nelle diverse aree geografiche, ad eccezione di quella Emea ancora penalizzata dalla debolezza dell’economia tedesca, in cui opera l’azienda high-tech che realizza soluzioni per la digitalizzazione di prodotti e processi industriali.
Guardando lo spaccato dei ricavi, quelli dell’Edge computing sono cresciuti del 3% a 41,2 milioni, mentre il business Clea ha generato un giro d’affari per 5,9 milioni (7,3 al 31 marzo del 2024).
Il gross margin si è contratto meno del previsto (24,5 milioni la stima di Intesa) del 5,1% a 25,1 milioni (53,2% dei ricavi, era atteso al 52%), complice un margine particolarmente elevato nel primo trimestre del 2024. Tuttavia, ha rimarcato Seco, il dato è in miglioramento rispetto al significativo livello raggiunto al termine dello scorso esercizio.
Anche l’ebitda adjusted è calato del 9,2% a 9,4 milioni, ma meno di quanto stimato da Intesa Sanpaolo a 8,6 milioni. «Il miglioramento della redditività risulta evidente su base trimestrale, per effetto di una leva operativa più favorevole», ha precisato la società. -4% l’utile netto adjusted a 2,3 milioni (era atteso a 1,1 milioni) e l’indebitamento finanziario netto adjusted è aumentato a 50,2 milioni (49,3 milioni la stima di Intesa).
Nonostante i conti in calo, il ceo, Massimo Mauri, ha fatto presente che nel primo trimestre il gruppo ha superato la guidance comunicata al mercato, «segnando un chiaro punto di svolta nei nostri risultati e lasciandoci alle spalle gli ultimi 18 mesi di destocking». Inoltre, ha proseguito, «il team ha lavorato duramente per ottenere un numero record di design win e alimentare la nostra pipeline per i prossimi trimestri».
Mauri si è detto convinto che Seco sia una delle aziende meglio posizionate per trarre vantaggio dalla crescente digitalizzazione del settore industriale. «Con la richiesta di soluzioni di edge computing in continua accelerazione, il nostro business Clea si sta affermando come l’infrastruttura software più rilevante per abilitare l’AI at the edge», ha detto. «Questo rappresenta un elemento centrale della nostra strategia e continuerà a sostenere la crescita del fatturato portando ricavi SaaS di elevata qualità».
Il punto di svolta già raggiunto con il primo trimestre del 2025 sarà ulteriormente rafforzato in quanto la società si attende che i ricavi tornino a 50 milioni di euro a partire dal secondo trimestre, con un livello di gross margin superiore al 50%. Questo le consentirà progressivamente di esprimere nuovamente il suo storico profilo di marginalità, anche grazie a una miglior leva operativa. Il percorso di crescita per l’anno sarà supportato da una solida pipeline di nuovi prodotti Edge, così come dall’adozione crescente della nostra suite software IoT Clea. L’uso degli algoritmi di inferenza at the Edge giocherà un ruolo chiave nei futuri avanzamenti tecnologici degli Oem.
L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo si aspettava che Seco superasse leggermente la guidance a livello di ricavi e di margine lordo. Il rating sul titolo resta buy con un prezzo obiettivo a 3,7 euro. Attualmente il consenso Bloomberg vede 3 buy, 2 hold e 0 sell sull’azione con un target price medio a 2,74 euro, il 35,6% in più rispetto alla quotazione attuale.
(riproduzione riservata)