Sassicaia ignora la crisi e vola (+25%)
I 12 millesimi più vecchi hanno registrato un aumento di valore alle aste. Ben sette bottiglie in rialzo e solo quattro in diminuzione
È grazie al Sassicaia che nei tardi anni 70 il mondo scoprì che in Italia si producevano (anche) vini di eccellenza e grazie al prestigio internazionale che da allora lo circonda le sue quotazioni, alle aste superano quasi sempre indenni anche i momenti più difficili. Ma come se l’è cavata l’anno scorso, quando il vento del ribasso ha soffiato con inattesa violenza proprio sui vini di eccellenza francesi che più gli assomigliano, quelli di Bordeaux? Il confronto tra i prezzi ottenuti nel 2019 con quelli dell’anno precedente dai 12 millesimi di Sassicaia più lontani nel tempo (dal 1980 al 1997), in tabella qui accanto, sembra dire che anche questa volta è andata piuttosto bene, visto che sette bottiglie sono rincarate, una è rimasta a quotazione invariata e solo quattro hanno subito una diminuzione di prezzo.
Ma una volta fatti i conti si scopre che è andata addirittura di lusso perché rispetto al 2018, quando si potevano comprare con 4.262 euro, le 12 bottiglie costano adesso 1.095 euro in più: se qualcuno le ha tutte in cantina, ha guadagnato il 25,69%. È consigliabile però tener presente che il bersaglio principale del ribasso che ha colpito i più prestigiosi Châteaux di Bordeaux sono le annate recenti, i cui prezzi sono giudicati esorbitanti perché non hanno la giustificazione della rarità che viene invece ovviamente riconosciuta alle annate più lontane nel tempo. Sarà quindi la prossima puntata, dedicata ai millesimi più giovani di Sassicaia, a chiarire se il vento del ribasso ha soffiato oppure no a Bolgheri. (riproduzione riservata)
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