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Food&Wine

Sassicaia, brillano i millesimi storici

Alle aste un aumento che sfiora il 22% per le 15 annate sino al 1995

di Cesare Pillion
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Al primo posto nella classifica dei Top 100 rossi del mondo pubblicata nel dicembre scorso da una rivista americana dell’importanza di Wine Spectator, il Sassicaia gode ormai di un tale prestigio internazionale che alle aste le sue quotazioni risultano pressoché stabili: gli aumenti e le diminuzioni che subiscono complessivamente ogni anno sono generalmente di piccola entità. Lo confermano i prezzi ottenuti nel 2018, in confronto a quelli del 2017, dalle 15 annate più antiche (fino al 1995), in tabella questa settimana: otto sono aumentati ma sette sono diminuiti. Gli aumenti, però, sono stati evidentemente molto più consistenti delle diminuzioni perché, una volta fatti i conti, si scopre che per avere le 15 bottiglie oggi bisogna sborsare 5.807 euro, mentre nel 2017 ne bastavano 4.768.

E i 1.039 euro di differenza vogliono dire, per chi ha le 15 bottiglie in cantina, che grazie ad esse nel 2018 ha realizzato un profitto del 21,79%. Questo esito, di proporzioni inaspettate, è stato reso possibile dalla consistenza dei prezzi spuntati: è il caso di ricordare che quelli presi in esame questa settimana sono i millesimi più antichi, e i millesimi più antichi sono ovviamente i più cari. Il Sassicaia più famoso e ricercato, quello del 1985, è rincarato per esempio soltanto del 13%, ma è un 13% che vale 229 euro. È facile prevedere perciò che gli aumenti o i ribassi registrati dalle annate più recenti, a cui sarà dedicata la prossima puntata, risulteranno di misura molto più limitata. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 049 pag. 58 del 09/03/2019
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