Samsung fornirà i semiconduttori a Tesla come parte di un maxi contratto del valore di 16,5 miliardi di dollari.
Il produttore di chip sudcoreano ha reso noto di essersi assicurato un contratto del valore di 22.800 miliardi di won, pari a circa 16,5 miliardi di dollari, per la fornitura di chip con durata fino al 2033. Inizialmente, la società non aveva specificato il nome dell’acquirente, citando una richiesta della controparte di «proteggere i segreti commerciali», ma poco dopo la conferma che si trattasse di Tesla è arrivata direttamente dall’amministratore delegato del produttore di veicoli elettrici, Elon Musk.
«Il nuovo gigantesco stabilimento Samsung in Texas sarà dedicato alla produzione del chip AI6 di prossima generazione di Tesla», ha scritto il miliardario in un post su X, aggiungendo che «l’importanza strategica di questo progetto è difficile da sopravvalutare».
Samsung, ha ricordato Musk, attualmente produce l’AI4. Tsmc produrrà l'AI5, la cui progettazione è appena stata completata, inizialmente a Taiwan e poi in Arizona». La notizia ha subito dato slancio al titolo di Samsung a Seul, dove ha chiuso con un balzo del 6,8%. Tesla, nel pre-mercato al Nasdaq, sale invece dell’1,72%.
L’aggiudicazione del contratto arriva in un momento cruciale per Samsung, che ha visto piano piano ridurre il proprio dominio nella produzione di chip a favore di rivali come la taiwanese Tsmc.
Il colosso coreano, che produce i propri chip di memoria e fabbrica anche semiconduttori per conto dei clienti, sta facendo fatica a ottenere ordini sufficienti a sfruttare appieno la capacità della sua fonderia e ha rinviato al 2026 il completamento della costruzione e l’avvio operativo del suo nuovo stabilimento in Texas.
Gli occhi degli investitori sono puntati ora sui risultati della società. Nelle scorse settimane, infatti, Samsung ha lanciato un profit warning, stimando un crollo dell’utile operativo del 56% nel secondo trimestre a causa dell’andamento debole del segmento dei semiconduttori e dell’impatto delle restrizioni statunitensi sull’export di chip avanzati alla Cina. I conti sono attesi giovedì. (riproduzione riservata)