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Fabio Galli, dg di Assogestioni
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Salone del Risparmio 2024, Fabio Galli (Assogestioni): i gestori chiedono regole chiare. Btp? Un’infatuazione di breve periodo

11 aprile 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 22:47

Il direttore confida nell’unione del mercato dei capitali Ue e mira a valorizzare la previdenza complementare e i Pir. I titoli di Stato? Sul lungo vincono gli investimenti diversificati. La priorità è rafforzare la competitività

Competitività dell’Europa nel mondo, e dell’Italia in Europa. Necessità urgente di riforme che valorizzino i 2.300 miliardi di risparmio investito («più del pil nazionale», ha detto il presidente di Assogestioni Carlo Trabattoni). Fiducia nella forza dei mercati dei capitali nel lungo periodo, seppur dopo un 2023 complesso in cui, complice la luna di miele tra italiani e Btp, dal risparmio gestito sono defluiti circa 50 miliardi. Queste le parole d’ordine del Salone del Risparmio 2024, la tre giorni che ha riunito all’Allianz Mico di Milano i protagonisti dell’industria, arrivato ieri alle battute conclusive. Ora ci sono tante idee da mettere a terra, spiega a MF-Milano Finanza il direttore generale di Assogestioni, Fabio Galli. A cominciare dall’unione del mercato dei capitali Ue. Imperativo categorico: non impantanarsi «in costi di regolamentazione eccessivi».

Domanda. Unione del mercato dei capitali, cosa è stato fatto e cosa manca ancora?

Risposta. Tutte le parti politiche e dell’industria convergono su un punto: senza uno sviluppo del mercato dei capitali le prospettive di crescita dell’Europa sono ridotte. Con questa convinzione, siamo fiduciosi che i tempi siano maturi per mettere a terra una serie di idee non nuove, ma che oggi più che mai sono fondamentali.

D. Questo vale anche per l’Italia?

R. Nel quadro europeo l’Italia deve trovare modo di declinare queste idee: rilanciare i Pir e gli Eltif, oppure fare una riflessione sulla previdenza complementare. Per implementarle non servono i salti mortali: si tratta di provvedimenti che possono essere attuati anche con costi contenuti.

D. Il sottosegretario Freni parlava di un fondo di fondi per le pmi.

R. Sicuramente è un’idea che andrebbe ad aiutare fondi pensione e casse previdenziali. Più in generale, la priorità è creare scala, cioè avere un efficientamento dei costi e una messa a fattor comune delle capacità di gestione.

D. Come vi approcciate al tema dei costi?

R. Sono determinati dal mercato. Se si alleggeriscono i vincoli normativi i costi si abbassano. L’industria degli Ucits (organismi di investimento collettivo mobiliare, ndr) dimostra che possibilità di fare scala c’è. Certo, il sistema del risparmio non va appesantito da costi di regolamentazione eccessivi.

D. Cosa sta facendo Assogestioni nei vari tavoli normativi?

R. Stiamo lavorando a Bruxelles e negli altri tavoli istituzionali affinché ci sia un approccio pragmatico. L’idea della globalizzazione a ogni costo ci ha fatto rimanere indietro, come Europa, sotto molti ambiti. Ad esempio gli Etf: sono stati delegati agli Stati Uniti, e le case europee che provano a inseguirli sono poche e in ritardo. In Europa, più in generale, la normativa non è mai stata costruita in un’ottica di competitività. Ricordiamoci che la competitività si crea con regole chiare e ben definite: l’industria europea non deve essere appesantita da fardelli.

D. Tra i vari tavoli c’è anche quello del ddl Capitali?

R. Senza dubbio. Il progetto è nato bene grazie al lavoro dei corpi intermedi fatto intorno al Libro Verde. Speriamo che si continui ad approcciarsi al tema con l’idea che i corpi intermedi, come Assogestioni, possono aiutare a mettere a fattor comune le idee.

D. Quali aspettative avete per la vostra industria dopo il complesso 2023?

R. I mercati stanno aiutando gli investimenti, e c’è più consapevolezza che l’asset class azionaria protegga il risparmio dall’inflazione. Certo, nei cicli di investimento ci sono sempre fasi di infatuazione, e l’ultima è stata quella per il Btp. Dietro l’infatuazione del momento però c’è un’industria che lavora per valorizzare la vera forza dei mercati finanziari, che sono la diversificazione e la pluralità delle opportunità di investimento. Nel tempo portafogli ben diversificati hanno dimostrato di poter dare rendimenti positivi. (riproduzione riservata)



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