Saipem estende fino a fine 2027 il contratto con Aker BP per l'unità di perforazione semisommergibile Scarabeo 8, inizialmente aggiudicato a marzo del 2022. Durante questo periodo, l’unità di perforazione di sesta generazione di proprietà del gruppo opererà per la società norvegese al largo della Norvegia.
Lo Scarabeo 8 è progettato per operare in ambienti offshore complessi. È dotato di un sistema di posizionamento dinamico e di un avanzato sistema di ormeggio, pienamente conforme agli standard normativi più rigorosi. Vanta un comprovato track record di progetti realizzati per importanti compagnie petrolifere ed è operativo sulla piattaforma continentale norvegese, compreso il Mare di Barents.
Quest’estensione contrattuale «consolida ulteriormente la collaborazione di lunga data tra Saipem e Aker BP. Rappresenta, inoltre, una tappa significativa nell’impegno comune per garantire prestazioni ed eccellenza operativa di livello mondiale, in linea con i più elevati standard di sicurezza ed efficienza del settore», ha spiegato la società.
Tuttavia a Piazza Affari il titolo Saipem cede lo 0,81% a 2,316 euro con Alpine Associates Management che ha comunicato di detenere, al 28 luglio, una posizione netta short pari a 12 milioni di azioni, ovvero lo 0,60% del capitale della società. Citadel Advisors Europe detiene una posizione short più ampia, con 25,9 milioni di azioni, pari all’1,30%. Tig Advisors ha, invece, aumentato la sua posizione short del 5,15%, raggiungendo 20,4 milioni di azioni, ovvero l’1,02% del capitale della società. Almeno nove investitori hanno dichiarato posizioni short sul gruppo, in tutto rappresentano complessivamente 167 milioni di azioni, pari all’8,37% delle azioni in circolazione.
Saipem ha riportato un secondo trimestre del 2025 più forte del previsto a livello di ebitda ma, come nei trimestri precedenti, il nuovo modello «asset-light» ha comportato costi di leasing più elevati, portando a un ebit in linea con le attese degli analisti. «Questo è un aspetto chiave per Saipem che, a nostro avviso, ha giustamente deciso di mantenere flessibile la propria capacità», ha sottolineato Barclays che, però, ha avvertito: «ciò implica che la redditività sottostante non sta crescendo tanto rapidamente quanto potrebbe sembrare a prima vista e, si potrebbe sostenere, che parte del margine venga sacrificato in cambio della sicurezza offerta dal nuovo modello».
Infatti, sebbene le nuove stime di Barclays vedano un incremento dell’1-4% dell’ebitda per il periodo 2025-2027, il broker ha ridotto l’ebit del 10%. «La redditività a livello di ebit rimane sotto il 6%, indicando che il gruppo ha ancora strada da fare rispetto ai livelli storici. Parte di questa situazione è legata al portafoglio legacy, che continua a diluire i margini, ma che è anche in fase di esaurimento», ha precisato la banca d’affari.
Non mancano altre criticità, come dimostrato dal progetto Thai Oil Clean Fuels che ha comportato ulteriori accantonamenti per 144 milioni nel trimestre, di cui una parte significativa probabilmente attribuibile proprio a Thai Oil. In quest’ambito, Barclays ritiene molto importante la fusione con Subsea 7 con i ritorni per gli azionisti che dipendono dal fatto che l’ebitda di Saipem non sia inferiore del 10% rispetto a 1,6 miliardi di euro.
Ciò significa che il flusso di cassa attuale è solido. Inoltre, non si tiene conto del potenziale upside derivante dalle sinergie di 300 milioni di dollari della fusione con Subsea 7 con la creazione di un gigante nel settore dei servizi oil. «Per questo motivo e per i multipli attuali pari a 8 volte l’utile per azione previsto nel 2026 e a 3 volte l’ev/ebitda, che non riflettono il potenziale di miglioramento della redditività della società, manteniamo una raccomandazione overweight sull’azione, pur abbassando il target price del 3% a 3,3 euro per riflettere i costi ulteriori di leasing», ha concluso Barclays. (riproduzione riservata)