Ryanair chiude l’anno fiscale 2025 con un utile netto di 1,61 miliardi di euro, in calo del 16% rispetto a 1,92 miliardi dei 12 mesi precedenti. Aumenta del 4%, invece, il fatturato, che si attesta a quota 13,95 miliardi di euro.
Cresce il traffico passeggeri: la società irlandese riporta un record di oltre 200 milioni di viaggiatori, a dispetto dei ritardi sulle consegne di aereomobili Boeing, con un’espansione del 9% rispetto allo scorso anno, trainata da una riduzione dei prezzi del 7%.
Il gruppo spiega in una nota che il calo dell’utile è dovuto al taglio dei prezzi dei biglietti deciso per incrementare il numero di passeggeri, ma ribadisce la solidità della domanda di viaggio. «La domanda per la stagione 2025 è forte, con il picco delle tariffe in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Le tariffe del primo trimestre beneficeranno delle vacanze pasquali ad aprile e delle deboli tariffe comparabili dell’anno precedente e sono sulla buona strada per chiudere con un incremento nella fascia mid-high teen rispetto al 2025», si legge nel comunicato.
La compagnia aerea è esposta a fattori avversi come le guerre commerciali, gli shock macroeconomici, i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, la cattiva gestione e la carenza di personale degli Atc europei. Rimangono, pertanto, sfocate le previsioni per il futuro. È attesa una crescita del traffico di «appena» il 3% nel 2026, a 206 milioni di passeggeri. «È troppo presto per fornire una guidance significativa», ha dichiarato in una nota il ceo Michael O’Leary, spiegando che il risultato finale dipenderà fortemente da sviluppi esterni.
Ryanair ha riferito, infine, che pagherà un dividendo finale di 0,227 euro per azione agli azionisti e che, dopo aver riacquistato e cancellato oltre 77 milioni di azioni proprie nel 2025, lancerà un nuovo piano buyback da 750 milioni di euro, per i prossimi 6-12 mesi. (riproduzione riservata)