Romanée-Conti, un raro tesoro
Aumento del 71% alle aste legato anche ai volumi davvero contenuti
Protagonista di questa puntata è il Romanée-Conti, considerato il miglior Pinot Noir del mondo. Ha un solo difetto, è molto raro: dal minuscolo vigneto in cui nasce si ricavano poco più di 9 mila bottiglie, quando la vendemmia è generosa. Questo spiega in parte perché una sua bottiglia, a un’asta battuta da Sotheby’s il 13 ottobre scorso a New York, è stata aggiudicata a un prezzo mai raggiunto da nessun altro vino: 558 mila dollari. Di questo clamoroso record, però, non c’è traccia nella tabella qui accanto, che pure è dedicata alle annate d’antiquariato di Romanée-Conti. Come mai? Nella tabella compaiono esclusivamente le quotazioni d’asta del 2018 che è possibile confrontare con quelle del 2017.
Ma il Romanée-Conti pagato più di mezzo milione di dollari è del millesimo 1945, che non era mai comparso prima alle aste: era l’ultimo anno in cui si vendemmiarono uve da viti pre-fillossera, e le bottiglie erano soltanto 600. Due di queste però sono giunte fino ad oggi nella cantina personale di Robert Drouhin, patriarca della famiglia che possiede una delle più note Maison di Borgogna, la Joseph Drouhin: Sotheby’s le ha proposte entrambe (l’altra è stata pagata 496 mila dollari) insieme ad altre bottiglie rare, le cui strepitose performances compaiono invece in tabella (il 1937 quotato il 614% in più dell’anno scorso!). E queste performances hanno provocato, nelle quotazioni delle annate che vanno dal 1937 al 1993, un aumento complessivo del 71%, ai limiti dell’irragionevole. (riproduzione riservata)
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