Romanée Conti, bene le magnum
Le quotazioni delle bottiglie da un litro e mezzo sono aumentate di poco più del 4%. Fondamentale in questo andamento la rarità del formato
Apparirà sicuramente bizzarro il fatto che questa settimana la rubrica sia dedicata alle bottiglie magnum di Romanée Conti anche se il confronto tra le loro quotazioni attuali e quelle del 2022 è possibile soltanto per dieci di esse, mentre la settimana scorsa, quando al centro dell’attenzione erano le normali bottiglie da 0,75 litri, si è concentrata in una sola puntata l’analisi di un numero di annate che ne consentivano abbondantemente due.
La spiegazione di questa apparente contraddizione sta nel fatto che, come si è già chiarito la settimana scorsa, sia le quotazioni delle annate del 1900 sia di quelle del 2000 erano complessivamente in ribasso, e il ribasso era della stessa misura per entrambe, circa il 18,5%, quindi era inutile una seconda puntata per ripetere le stesse considerazioni. È per il motivo opposto che è nata questa puntata: le quotazioni delle bottiglie da un litro e mezzo, al contrario di quelle da 0,75 litri, sono aumentate rispetto all’anno scorso: non di molto, poco più del 4%, ma non è poco in questo momento in cui gli investimenti nel vino sono contrassegnati dalla prudenza.
È evidente che mentre le quotazioni dell’anno sorso sono sembrate eccessive per le bottiglie, per le magnum sono apparse troppo basse. Eppure erano un po’ più del doppio del prezzo ottenuto dalle bottiglie da 0,75 litri delle stesse annate, com’è giusto che sia perché le magnum sono più rare delle semplici bottiglie. È su quanto valga questa rarità, evidentemente, che si sta giocando la partita. (riproduzione riservata)
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