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Roberto Lacorte, il Top Gun del mare

Volare due metri sopra le onde su FlyingNikka, il primo monoscafo con tecnologia foiling mutuata dalle barche di America’s Cup. Al timone, l’imprenditore Roberto Lacorte

di Giuliano Luzzatto
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Belmond Hotel Splendido, Portofino
Belmond Hotel Splendido, Portofino

A Portofino esiste un luogo esclusivo, dal quale si può godere dell’atmosfera della celebre Piazzetta sul mare, ma in assoluta privacy. È la terrazza della suite Ava Gardner dello Splendido Mare, affacciata sul borgo e sul porticciolo. Lì sotto, oltre ai tipici gozzi, in occasione delle Regate di Primavera, organizzate dallo Yacht Club Italiano, sono ormeggiati gli yacht a vela che prendono parte alla competizione.

Roberto Lacorte, il Top Gun del mare

In questa flotta, c’è un’imbarcazione davvero unica nel suo genere, all’avanguardia della tecnologia: FlyingNikka, dell’armatore-timoniere e imprenditore Roberto Lacorte, fondatore, con il fratello Andrea, della casa farmaceutica PharmaNutra, di cui è vicepresidente e ad.

Verso la Coppa America…?

Roberto Lacorte, il Top Gun del mare

Lunga 19 metri, riesce a volare sull’acqua spinta dalla forza del vento utilizzando la stessa tecnologia foiling delle barche di America’s Cup, ma con un range di utilizzo più ampio, in mare aperto. Gentleman ha avuto l’onore di salire a bordo e provare il brivido di volare sopra onde alte oltre due metri, a velocità superiori a quelle di un motoscafo: la punta massima è stata di 36 nodi, pari a quasi 70 km orari, un’enormità in mare.

Per non parlare dell’adrenalina durante le manovre, con un’accelerazione laterale impressionante. Un’esperienza unica e incredibile, se si pensa che tutto ciò è frutto solo della tecnologia umana più spinta e dell’energia eolica, senza un motore a spingere direttamente la barca, condivisa con Roberto Lacorte, che è anche presidente dello Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa.

Roberto Lacorte, il Top Gun del mare

Gentleman. Che cosa cercava quando ha concepito un progetto così innovativo?

Roberto Lacorte. Con FlyingNikka ho cercato di rendere disponibili delle tecnologie, in particolar modo quella del foiling, su una tipologia d’imbarcazione che fino adesso era solamente riservata all’America’s Cup. Sicuramente è stata una sfida: amo fare cose nuove e condividerle, soprattutto nel mondo della vela, dove ho un trascorso romantico. Ho iniziato con mio padre, andavamo a pescare con un gozzo a vela. Oggi, invece, abbiamo navigato con due metri e mezzo d’onda, raffiche di vento fino a 23 nodi: ci siamo divertiti come dei pazzi, ma avendo tutto sotto controllo. Questa è la cosa bella, navigare su delle macchine che riescono a usare in maniera molto efficace l’energia del vento, la stessa della barca tradizionale, ma sviluppando velocità che non sono comparabili.

G. Dalla vela romantica al massimo della tecnologia: come è avvenuto questo passaggio?

R.L. Sicuramente deve esserci una grande passione per il mare: la vela non è solamente uno sport, è una cultura che si muove su un elemento affascinante, temibile e amabile allo stesso tempo, qual è, appunto, il mare. Solo in quest’ottica si possono comprendere i due aspetti: quello romantico di una barca in legno e quello più spinto in termini di performance e tecnologia, che accende un altro genere di emozioni. E poi c’è l’altro elemento fondamentale: avere accanto una persona che ti dà energia, forza e sostegno: per me è mia moglie, la mia più sfegatata sostenitrice, con lei ho condiviso questo progetto, e molti altri.

G. Oltre che velista, è anche pilota di auto da corsa: c’è più adrenalina nel foiling o nel motorsport?

Roberto Lacorte, il Top Gun del mare

R.L. Ci sono molti punti in comune tra yacht racing e motorsport. Ma volando a vela a 40 nodi, a livelli di performance ancora non conosciuti, affrontando situazioni complesse e non ben sperimentate, con incognite… le emozioni sono davvero molto forti.

G. Nel motorsport corre contro vetture simili, con FlyingNikka regata contro il tempo, contro il miglioramento delle sue performance. Che valore dà al tempo?

R.L. È un elemento fondamentale in tutti i campi della mia vita. Per quanto riguarda la mia azienda (la PharmaNutra, ndr), significa l’essere i primi sul mercato proponendo una soluzione nuova; nel motorsport, segna la qualifica pre-gara; su FlyingNikka, rappresenta un elemento cardine. Con questa tecnologia foiling abbiamo superato i limiti fisici della barca tradizionale, superando un certo tipo di barriera temporale. In attesa di altre barche simili alla nostra, come il progetto di Giovanni Soldini con il supporto della Ferrari, navighiamo per essere i primi in tempo reale e battere alcuni record, tra cui quello della 151 Miglia Trofeo Cetilar e sulla tratta Montecarlo-Porto Cervo, detenuto proprio da Soldini.

G. Questo progetto vede coinvolto un partner orologiero, che porta il concetto di avanguardia nel suo stesso nome...

Il nuovo subacqueo Tag Heuer Aquaracer 300M Date.????????????????????????????
Il nuovo subacqueo Tag Heuer Aquaracer 300M Date.????????????????????????????

R.L. Non avremmo potuto chiedere di meglio: Tag Heuer, acronimo di Techniques d’Avant Garde, è il partner più coerente con i nostri valori. È l’azienda che ha introdotto la misurazione sia del millesimo, sia del decimillesimo di secondo: significa avere una mentalità rivolta verso la tecnologia, le sfide, le misurazioni del tempo. Allo stesso modo FlyingNikka è tecnologia verso le sfide che si misurano con il tempo. Il limite è dato dalle frazioni di secondo, dai millisecondi: la coerenza viene proprio da quello, dall’essere sul limite, sempre.

G. Un altro punto in comune con Tag Heuer è la sostenibilità: al vostro polso, come a quello dell’equipaggio, c’è l’Aquaracer Professional 200 Solargraph, modello alimentato dal sole.

Al polso del team di FlyingNikka, il Tag Heuer Aquaracer Professional 200 Solargraph alimentato dal sole.
Al polso del team di FlyingNikka, il Tag Heuer Aquaracer Professional 200 Solargraph alimentato dal sole.

R.L. Oggi la ricerca deve orientarsi verso tecnologie per l’utilizzo delle energie rinnovabili e per la sostenibilità. Nel mondo degli orologi, come in quello della nautica.

G. Tag Heuer è molto legato al motorsport e ha una sua legacy con l’America’s Cup: potrebbe trasformarsi in una sfida futura?

R.L. Per un velista, armatore o timoniere, l’America’s Cup rappresenta un sogno, come per un pilota partecipare alla 24 Ore di Le Mans. FlyingNikka è una barca molto simile all’AC75 di Coppa America, con la differenza che può navigare anche in mare aperto. Sarebbe un passo molto importante, sicuramente da valutare con mio fratello Andrea, anche lui grande appassionato velista, come abbiamo sempre fatto per le cose importanti nella nostra vita, a partire dall’azienda che abbiamo costruito. Finora ho preso parte a sei edizioni della 24 Ore di Le Mans, mai avrei immaginato di farne così tante: perché non sognare anche l’America’s Cup? (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 11/06/2024 09:00
Ultimo aggiornamento: 18/06/2024 12:08
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