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Rinviato l’euro digitale: la proposta del relatore Stefan Berger non approda in aula

17 aprile 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2024, 11:32

Le discussioni sull’euro digitale sono rinviate alla nuova legislatura. La futura commissione Econ potrà ripartire da zero o proseguire il lavoro dei predecessori, non ancora maturo per il Parlamento Ue | Euro digitale, Parlamento Ue fermo ma i governi sono sempre più convinti della valuta | Cipollone (Bce): l’euro digitale non avrà un impatto significativo sulla stabilità finanziaria

Deciderà il prossimo Parlamento Europeo. L’euro digitale non approderà alla plenaria della prossima settimana, l’ultima prima delle elezioni europee previste nel mese di giugno. I lavori all’interno della Commissione per i Problemi Economici e Monetari (Econ) non sono maturi perché non si è trovata l’intesa sulla proposta formulata il 9 febbraio dal relatore della Cdu, Stefan Berger.

L’eurodeputato tedesco vorrebbe affidare un ruolo maggiore agli istituti di credito lasciando la Banca Centrale Europea (Bce) più nelle retrovie, un punto su cui non vi è unità di vedute. La palla allora passerà nelle mani del prossimo Parlamento Europeo, che dovrà esprimersi sulla moneta virtuale su cui lavora a livello tecnico la Bce: il progetto ora è in capo a Pietro Cipollone, membro italiano del comitato esecutivo.

Le due strade possibili

La nuova Commissione per i Problemi Economici e Monetari avrà di fronte una scelta: ripartire da zero oppure portare avanti una parte del progetto dei predecessori. Nel Parlamento Europeo non esiste la discontinuità normativa, quindi anche se gli eurodeputati in carica cambiano non è detto che gli sforzi del passato sfumino nel nulla. Un dato però è certo: la maggior parte del lavoro sarà svolto nella nuova legislatura. Certo, non va dimenticato il ruolo decisivo giocato dai governi dei 27 Stati membri, che comunque sembrano sempre più convinti della bontà della nuova valuta europea

Il ruolo della Bce

L’euro digitale nasce per rispondere alla crescente domanda di pagamenti elettronici affidabili da parte dei cittadini dell’Unione, che si servono sempre meno dei contanti. L’esigenza, avvertita nel 2021 dalla Bce, ha portato l’istituto guidato dalla presidente Christine Lagarde ad avviare un’indagine sulla necessità di una valuta digitale emessa da una banca centrale e destinata a consumatori e imprese. Questo passaggio si è concluso il 18 ottobre dell’anno scorso, quando la Bce ha deciso di passare alla fase successiva: quella di preparazione.

Anche in questo caso bisognerà attendere circa due anni, che serviranno per finalizzare il manuale di norme sull’euro digitale e selezionare i fornitori che svilupperanno le infrastrutture necessarie. In questo periodo inoltre non mancheranno test e sperimentazioni. Solo dopo la Bce deciderà se emettere la sua valuta digitale, che comunque ha bisogno di un quadro giuridico. Di qui la proposta di Berger, incaricato dal Parlamento Europeo di regolamentare gli aspetti principali per garantire regole e condizioni uniformi per tutta quanta l’Unione.

Come funzionerà l’euro digitale

L’euro digitale è pensato per essere uno strumento equivalente al contante. Di conseguenza chi vorrà servirsene nei pagamenti non potrà sentirsi dire di no, salvo poche eccezioni. La nuova valuta dovrebbe essere accessibile attraverso un’app e garantirà il massimo livello di privacy perché né la Bce né le banche centrali nazionali saranno in grado di collegare le transazioni agli utenti. Francoforte inoltre vorrebbe fissare una soglia massima (finora si è parlato di 3 mila euro) per evitare che un eccessivo uso della valuta porti a un calo dei depositi delle banche del Vecchio Continente.

Ma dietro l’euro digitale c’è anche un’esigenza di autonomia strategica da parte dell’Unione Europea. Altre potenze come la Cina sono già al lavoro su progetti simili. La Bce teme anche la concorrenza di soggetti privati, come le big tech, che in assenza di competizione potrebbero conquistare un ruolo dominante nei pagamenti, minando la stabilità del settore finanziario. (riproduzione riservata)



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