È ormai assodato un rialzo di 25 punti base sui tassi da parte della Bce giovedì 10 settembre, ma secondo il gestore patrimoniale Nuveen una seconda stretta a dicembre non è affatto scontata.
Già l’incremento del 10 è «più simile a un altro rialzo a scopo precauzionale», sostiene Laura Cooper, analista di Nuveen, dato che gli indicatori presentati a luglio dalla presidente Christine Lagarde «presi singolarmente» non giustificano «ulteriori strette»: «gli indici dei prezzi Pmi, la crescita dei salari negoziati e le aspettative di inflazione basate sui sondaggi indicano tutti un allentamento delle pressioni sui prezzi sottostanti». Secondo Cooper «anche gli indicatori di più breve periodo mostrano un rallentamento dei prezzi dei servizi».
Il peggioramento del quadro energetico può in realtà rappresentare «una tassa sul potere d’acquisto delle famiglie» e pesare sulla domanda, osserva Cooper, il che «in assenza di un significativo effetto di secondo livello attraverso salari e aspettative di inflazione» dovrebbe «limitare la persistenza dell’impatto inflazionistico».
Anche l’aumento dei rendimenti «rende difficile un ulteriore rialzo», dato che «le condizioni finanziarie si sono già irrigidite, poiché il sell-off sui bond ha fatto aumentare i costi di finanziamento lungo tutta la curva».
Nello scenario descritto, l’euro potrebbe continuare a rafforzarsi soprattutto se l’economia europea crescesse più del previsto oppure il dollaro si indebolisse.
L’incremento dei tassi sarebbe motivabile dopo «un nuovo aumento delle pressioni sui salari» oppure con «prove più chiare che l’aumento dei costi energetici si stia trasferendo sull’inflazione sottostante e sulle aspettative di inflazione a medio termine».
Nel frattempo, sottolinea l’analista, «gli impulsi fiscali» e gli «investimenti in corso, finanziati in larga parte dell’Ue e dalla Germania, sembrano sufficienti a sostenere un’ulteriore ripresa della crescita il prossimo anno». Questo potrebbe portare a un rialzo nella seconda metà del 2027, «ma sarebbe necessario come prerequisito un evidente surriscaldamento dell’economia».
Con l’esaurimento dei fondi europei «l’impulso fiscale resterà visibile grazie agli effetti ritardati degli investimenti e all’arrivo dei fondi Safe». Di conseguenza Nuveen prevede «che lo spread Btp-Bund a 10 anni torni a testare i minimi di giugno nei prossimi mesi» e che «il profilo rischio/rendimento più interessante si trovi con una strategia barbell tra la scadenza a 5 anni e il tratto più lungo della curva italiana».