Berenberg ha confermato un giudizio cauto, hold, su Buzzi, ma ha ridotto il target price dopo aver tagliato le stime di ebitda in media del 7% nel periodo 2026-2028. E il titolo a Piazza Affari l’8 settembre cede lo 0,91% a 40,43 euro.
Il gruppo di costruzioni ha riportato nel primo semestre del 2026 ricavi pari a 2,18 miliardi di euro, in aumento dell’1% su base annua e in calo dell’1% a parità di perimetro (like-for-like). Tra le principali aree geografiche, i ricavi a parità di perimetro in Italia sono diminuiti dell’1%, negli Stati Uniti dell’1% e in Germania del 4%. Nel frattempo, l’ebitda del primo semestre, pari a 483 milioni di euro, è diminuito dell’8%, con un calo del margine di 2 punti percentuali al 22%.
Il principale elemento negativo per il margine è stato rappresentato dagli Stati Uniti, dove la società ha dovuto affrontare un mix prezzi/costi sfavorevole, a causa dell’aumento dei costi energetici. Al contrario, l’Italia ha beneficiato di un andamento positivo dei prezzi e dei margini.
Guardando al futuro, la società ha previsto che negli Stati Uniti continueranno a manifestarsi tendenze contrastanti: l’attività robusta nei data center e nelle infrastrutture dovrebbe compensare la debolezza dei comparti residenziale e non residenziale. In Italia, invece, Buzzi si aspetta che continui la debolezza della domanda, man mano che gli incentivi governativi vengono meno. La società sembra invece ottimista sul fatto che la domanda più debole in Germania possa migliorare nel corso del 2027, quando i piani di stimolo del governo inizieranno a produrre i loro effetti.
Per l’esercizio 2026 Buzzi ha indicato un ebitda compreso tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro, il che implica una variazione compresa tra un -3% e un -11%. La stima aggiornata di ebitda di Berenberg per il 2026, pari a 1,13 miliardi di euro (1,237 miliardi nel 2025), implica un calo del 9% su base annua (1,193 miliardi nel 2027). Quindi il broker ha confermato il rating hold sull’azione e tagliato il target price da 50 a 44 euro (5x l’ev/ebitda, 7x l’ev/ebit e 9x l’utile per azione), sebbene, alla base di questa valutazione vi siano opinioni divergenti.
«Dal lato positivo, vediamo un portafoglio di attività interessante, in particolare il 50% dell’ebitda generato negli Stati Uniti, che riteniamo ben posizionato per produrre una solida crescita degli utili nel medio termine», spiega Berenberg. «Riteniamo inoltre che Buzzi sia ben posizionata per proseguire la propria strategia di aumento dell’esposizione verso nuovi mercati selezionati, come ha fatto recentemente con Brasile ed Emirati Arabi Uniti».
Inoltre, Berenberg segnala la valutazione, pari a 5 volte l’ebitda: «un multiplo basso rispetto al gruppo dei competitor nel settore del cemento (8 volte l’ebitda), nonché un bilancio molto solido, con una posizione finanziaria netta positiva (net cash) superiore a 1 miliardo di euro a fine anno, secondo le nostre previsioni».
Dal lato negativo, però, Berenberg nota un momentum degli utili negativo nel breve termine, soprattutto se confrontato con quello di altri competitor che sono visti aumentare l’ebitda quest’anno. «Riconosciamo infine che, a nostro avviso, è improbabile che lo sconto di valutazione rispetto ai competitor si riduca senza la presenza di catalizzatori significativi, come ad esempio un ampio programma di riacquisto di azioni proprie. Riteniamo tuttavia improbabile», conclude Berenberg, «che tali catalizzatori emergano nel prossimo futuro».
All’interno del settore delle costruzioni, per il quale Berenberg si aspetta una crescita dei volumi dell’1% e del 2%, rispettivamente, nel 2026 e nel 2027 in Europa, determinando una crescita (seppur modesta) dopo anni di contrazione, e dell’1% e del 2%, rispettivamente, negli Stati Uniti, Berenberg ha 10 idee di investimento:
1) Crh (crescita solida e valutazione ridotta)
2) Kingspan (accelerazione verso una crescita a doppia cifra, leader del settore)
3) Saint-Gobain (a un punto di svolta in Europa)
4) Vinci (resilienza a una valutazione interessante)
Nel Regno Unito (e in Irlanda), le scelte di Berenberg cadono su:
5) Balfour Beatty (opzionalità strategica),
6) Bellway (rendimenti del capitale interessanti),
7) Cairn Homes (rendimenti in miglioramento),
8) Costain (elevata visibilità sugli utili),
9) Hill & Smith (attrattiva degli Stati Uniti)
10) Volution (performance impressionante e continua).