Dopo essere stata riammessa, nella mattinata di oggi, alle negoziazioni da Borsa Italiana, Ediliziacrobatica conclude una giornata senza scambi tranne che nell’asta di chiusura, quando ha segnato un prezzo di 2,32 euro, il 23,9% in meno rispetto all’ultimo contratto chiuso prima della sospensione, datato 21 maggio.
La società è specializzata nei lavori edili in sospensione, un metodo poco diffuso in Italia nel 1994, quando il fondatore Riccardo Iovino ebbe l’idea di portare nel mondo delle costruzioni il sistema di lavoro a doppia fune, usato nella nautica per eseguire operazioni sugli alberi delle imbarcazioni, settore da lui ben conosciuto in qualità di skipper.
Sbarcata in borsa nel 2018 sul segmento Egm, Ediliziacrobatica era stata sospesa dalle negoziazioni il 25 maggio di quest’anno a causa della mancata approvazione del bilancio 2025. Il 24 agosto il cda ha poi approvato il bilancio, che registra una perdita di 17 milioni. Il suo deposito ha portato ieri alla riammissione delle azioni di Ediliziacrobatica (Edac) alle contrattazioni di Piazza Affari, ma la prima seduta ha visto un crollo del titolo, che è passato da 3,05 euro a 2,32, dopo una giornata in cui offerte e ordini non riuscivano a incrociarsi e si era arrivati a ipotizzare una forchetta teorica di -50%. La società è quotata anche a Parigi dove l’ultimo prezzo, 2,9 euro, risale al 26 maggio.
Osservando il bilancio più in dettaglio, la società ha registrato ricavi operativi per 168,2 milioni di euro, in aumento dell’8,9% rispetto al 2024, ebitda di 11,7 milioni, in crescita del 7,5%, con una marginalità al 6,9% (in linea con il 7% dell’anno precedente). Ammortamenti per 8 milioni e svalutazioni e accantonamenti a 12,8 milioni, in significativo aumento, hanno portato l'ebit in negativo per 9,1 milioni, mentre era stato positivo a 1,6 milioni nell'esercizio 2024. La posizione finanziaria netta è in negativo di 61,5 milioni, in peggioramento rispetto ai 43,6 milioni del 2024. «Il 2025 è stato un anno complesso e di profonda trasformazione per il nostro settore», ha commentato l’ad Anna Marras, «nonostante il venir meno di condizioni di mercato particolarmente favorevoli che avevano sostenuto la crescita degli anni precedenti, che hanno anche modificato le abitudini dei clienti nel far fronte al pagamento degli interventi edili, Acrobatica ha confermato la propria capacità di generare ricavi e marginalità operative positive».
Oltre all’Italia, dove registra 142,2 milioni di ricavi, la società ha il Medio Oriente come secondo mercato di riferimento (con 13,7 milioni di ricavi, in crescita del 10,8%). Seguono le attività in Francia (7,1 milioni, +30,8%), nella regione iberica (2,6 milioni, +27%) e nel Principato di Monaco (1,2 milioni, +16,7%).
Gli affari della società avevano goduto dell’importante spinta del Superbonus, la misura che aveva portato a un boom dell’edilizia negli anni appena successivi al Covid. Una ventata di aria fresca che aveva sospinto la società anche in borsa. Se al momento della quotazione un'azione della società valeva 3,33 euro, nel 2021 il titolo era arrivato al prezzo record di 20,9 euro.
Un momento d’oro interrottosi nel 2023, l’annus horribilis per Ediliziacrobatica: sia per l’improvvisa scomparsa del fondatore Iovino, sia per la cessazione del bonus edilizio, di cui la società aveva beneficiato gli anni prima. Eventi che hanno portato a un rapido calo delle quotazioni borsistiche della società. Le azioni sono arrivate sotto la soglia dei 3 euro il 20 maggio per poi, il giorno dopo, segnare l’ultimo prezzo prima della sospensione, a 3,05 euro.(riproduzione riservata)