«Questo è il posto nel mondo dove il futuro non lo aspettiamo, lo anticipiamo». Doveva restare a studiare negli Usa per otto mesi, ci vive da oltre venti anni. Massimiliano Fratoni è professore e capo del dipartimento di ingegneria nucleare all’Università di Berkeley, nel cuore della Silicon Valley. È qui che Intesa Sanpaolo ha deciso di scommettere da tre anni sull’internazionalizzazione delle imprese. Quest’anno ha accompagnato dodici pmi del settore aerospaziale. Storie e provenienze diverse ma con un obiettivo comune: aggredire il mercato Usa.
Il progetto - sviluppato dalla divisione Banca dei Territori - vede la collaborazione di Innovit (Italian Innovation and Culture Hub), iniziativa del ministero degli Esteri nata nel 2022 per aiutare le imprese che si affacciano negli Stati Uniti. Per l’occasione a San Francisco la Ca’ de Sass ha presentato la piattaforma Connecting Markets, basata su AI e già operativa, per connettere le pmi con più di 170 Paesi, attraverso la possibilità di accedere ai dati di oltre 560 milioni di aziende in 2.000 settori.
«Abbiamo scelto l’aerospazio perché è un settore strategico e trasversale che connette tante tecnologie e distretti industriali. Vediamo qui in America possibilità di sviluppo», spiega Anna Roscio, responsabile sales e marketing imprese della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Facendo un bilancio di tre anni di missioni a San Francisco «tutte le aziende che hanno partecipato hanno visto aumentare fatturato e collaborazioni negli Usa», osserva la top manager.
Dal 2020 Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 141 miliardi di credito alle pmi, di cui 12 miliardi per l’espansione estera e l’export e 14 miliardi per operazioni di finanza straordinaria. Oltre un miliardo di euro è stato destinato a 500 pmi della filiera aerospaziale italiana. «La Space Economy è da sempre uno dei verticali tecnologici su cui Innovit ha scelto di investire, costruendo competenze e relazioni con l’ecosistema della Silicon Valley», osserva Alberto Acito, direttore del Centro di Innovazione di Innovit, iniziativa nata da un’idea del presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante un viaggio a San Francisco nel 2019 e avviata nel 2022.
In questi anni sono stati sviluppati 48 programmi per startup e pmi innovative, supportando quasi 500 aziende e mille imprenditori, con oltre 1.750 sessioni e oltre mille tra mentor e speaker. «Con Intesa Sanpaolo - aggiunge - siamo al terzo anno di collaborazione. Abbiamo condiviso sin da subito obiettivi e valori come per questa edizione dedicata all’aerospazio».
Programma intenso per le dodici pmi coinvolte, molte delle quali hanno riconvertito parte del business nell’aerospazio. Sessioni di mentoring fino al giorno conclusivo dedicato a brevi presentazioni a possibili clienti o partner. «Progettiamo strutture per satelliti e per equipaggiamenti accessori come i pannelli solari - racconta Massimo Bercella, ceo di Bercella spa - e siamo qui per esplorare il mercato nascente dei data center nello spazio. I satelliti avranno bisogno di sempre più energia elettrica. Le potenzialità sono enormi».
«Una grande opportunità, gli Usa sono il mercato in cui lo spazio commerciale sta crescendo più velocemente che in ogni altra parte del mondo», osserva Giuliano Piccinno, ceo di Bright Solutions che si occupa di sorgenti laser negli ultimi anni anche per l’aerospazio.
La Space Economy è oggi uno degli ecosistemi produttivi a più alto potenziale di crescita a livello globale. Secondo le stime di Space Foundation il settore dovrebbe raggiungere circa 800 miliardi di dollari entro il 2027 e mille miliardi entro il 2032. L’Italia è tra i principali Paesi europei con un’industria aerospaziale solida, comparto che vale oltre 21 miliardi di fatturato. (riproduzione riservata)