Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è «profondamente scioccato» dalla sconfitta della Cdu nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt per mano del partito di estrema destra AfD, ma ha promesso di proseguire sulla strada delle riforme, escludendo le dimissioni. «Questa è la più pesante sconfitta elettorale della Cdu da decenni», ha dichiarato dopo una riunione di partito. Un risultato che «naturalmente avrà delle conseguenze».
Quando «quasi il 60% degli elettori vota per partiti politici che mettono in discussione le istituzioni democratiche del nostro Paese, si tratta di un risultato che non possiamo semplicemente ignorare». La Cdu, il suo partito di centro-destra, ha ottenuto appena il 17% dei voti contro quasi il 44% di Alternative für Deutschland (AfD), partito anti-immigrazione, filo-russo e pro-Trump, che ha promesso un’«offensiva di rimpatrio e deportazione» contro i migranti irregolari.
Merz ha ammesso che il suo basso grado di popolarità ha contribuito alla sconfitta: «So di essere stato un argomento di discussione costante durante questa campagna elettorale. Dobbiamo cercare - e io faccio lo stesso - di raggiungere le persone in modo più efficace, comprendendo l’intera gamma delle loro emozioni». Il cancelliere però non intende fare un passo indietro: «La mia determinazione a proseguire sulla strada delle riforme è incrollabile», ha sottolineato, spiegando che si tratta di qualcosa di necessario per il bene «dei nostri figli e nipoti».
La leader di Afd, Alice Weidel, è passata invece all’incasso e ha chiesto a Merz di farsi da parte: «La Cdu ha subito una debacle, un risultato che si riflette a livello federale, le persone hanno perso la fiducia. Nessun cancelliere prima era stato così impopolare, Merz è diventato un grande peso per lo sviluppo in Germania». Poi un’analisi spietata della situazione economica del Paese: «Siamo de facto in bancarotta. Non vi dicono i dati ma è fallita, come la Francia del resto. Quando saremo al governo chiuderemo le frontiere perché la politica dei confini aperti non è più finanziabile».
Festeggia anche la Russia. «La storica vittoria dell’AfD umilia l’arroganza, la ristrettezza mentale, il bellicismo, l’inettitudine e l’ipocrisia della screditata coalizione di governo tedesca», scrive in un post su X Kirill Dmitriev, inviato speciale presidenziale e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti.
Mentre in Italia Matteo Salvini (Lega) parla di un «successo clamoroso» che dimostra che «un’altra Europa è possibile». E secondo Roberto Vannacci (Futuro nazionale) «l’Europa cambia, nessun dorma». Non è d’accordo invece Antonio Tajani (FI), lontano da una forza «antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali». Infine tra le opposizioni Giuseppe Conte (M5s) trova la spiegazione del voto nelle scelte stesse dell’Europa, colpevole di aver «pensato al riarmo invece che al sociale». (riproduzione riservata)