Richebourg, male le annate junior
Diminuzione media dell’11% per i 19 millesimi dal 2001 al 2019 passati in asta. Il ribasso è però inferiore a quello registrato dalle bottiglie senior
A una prima occhiata la tabella qui accanto, con le 16 migliori quotazioni delle vendemmie di Richebourg degli anni 2000, non sembra riservare alcuna sorpresa rispetto a quella della settimana scorsa: come per le vendemmie degli anni 1900, Romanée Conti non ha il monopolio della classifica e l’andamento dei prezzi è al ribasso.
Ma in realtà differenze ce ne sono: il ribasso è dell’11% invece che del 16%, e a contendere a Romanée Conti la posizione egemonica (10 presenze su 19) c’è soltanto un produttore, Leroy. L’assenza più significativa è quella delle bottiglie firmate Jayer: il mitico Henri aveva smesso di curarne personalmente la produzione nel 2001 e senza il suo carisma il loro valore è molto più basso. Per di più, come s’è visto, i prezzi sono in fase discendente. Non bisogna però dimenticare che secondo uno studio del 2002 il Richebourg era in quel momento il vino più caro del mondo.
L’ondata ribassista di quest’anno ha abbattuto il suo prezzo record? Il calcolo, presto fatto, dà un risultato impressionante: nonostante la decurtazione dell’11%, i 19 millesimi aggiudicati alle aste sono stati pagati mediamente 6.694 euro la bottiglia (che l’anno scorso ne costava 7.552). Un dato molto interessante è questo: le bottiglie senior, quelle degli anni 1900, che in teoria dovrebbero essere più care, colpite da un ribasso del 19%, costano invece soltanto (si fa per dire) 6.338 euro la bottiglia. È intorno alle junior, insomma, che la richiesta è vivace. Lo si vede anche dai lotti acquistati, da tre, da sei, perfino da12 bottiglie. (riproduzione riservata)
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