Revolut muove i primi passi per entrare nel mondo dei mutui. La fintech britannica ha deciso di sviluppare il suo business ed è in cerca delle professionalità necessarie a ideare prodotti ipotecari per chi utilizza Revolut come conto principale. «L’obiettivo è rivoluzionare il settore e fornire soluzioni digitali semplici ed efficaci», si legge nella nota diffusa dalla società.
Il progetto è ancora in divenire, ma il percorso è oramai intrapreso. «Stiamo cercando di assumere dipendenti di talento per ruoli disponibili in tutto il mondo. Ci aiuteranno a costruire e gestire uno strumento ipotecario europeo», dichiara a MF-Milano Finanza l’head of growth southern Europe di Revolut, Ignacio Zunzunegui. «Una volta che avremo un prodotto robusto prevediamo di lanciarlo in alcuni Paesi europei. I primi a cui stiamo pensando potrebbero essere la Lituania e l’Irlanda».
I mutui si aggiungeranno ai prodotti di Revolut già esistenti. «In alcuni Stati siamo già attivi nel settore delle carte di credito, dei prestiti e del buy now pay later», aggiunge il manager. «Il nostro obiettivo è rendere più accessibili anche i mutui perché abbiamo l’ambizione di offrire tutti gli strumenti necessari ai nostri clienti nei mercati chiave: vogliamo che Revolut diventi il conto principale della maggior parte di essi».
Ancora non è certo se la fintech britannica guidata da Nikolay Storonsky sbarcherà anche nel settore dei mutui ipotecari italiani. La fintech opera in Europa, Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Singapore e Brasile. I clienti sono più di 30 milioni e le transazioni mensili superano i 500 milioni.
Per Revolut l’Italia è il settimo Paese in ordine di grandezza, ma il tasso di crescita è uno dei più rapidi: degli 1,5 milioni di clienti totali, 500 mila sono arrivati solo negli ultimi 10 mesi. «Abbiamo obiettivi ambiziosi in Italia», spiega Zunzunegui. «Al momento siamo in seconda posizione, ma vogliamo diventare l’app di banking più scaricata nel Paese».
Per raggiungere lo scopo la fintech valuta di entrare anche nel mondo dei prestiti, settore in cui già opera sia in Polonia che in Lituania e Spagna, per citare solo alcuni Paesi. «L’Italia è uno degli Stati in cui pensiamo di lanciare questo prodotto, tanto che abbiamo arricchito il team con dei professionisti specializzati nel segmento», rivela Zunzunegui.
Anche in questo caso si punterà su semplicità ed efficacia. Quello sui prestiti sarà un servizio gestibile in tutto dall’app. Revolut spiega che l’intero processo, dalla richiesta all’erogazione, richiederà solo pochi minuti. Nell’app i clienti potranno gestire in ogni momento il proprio prestito, modificare la data di rimborso mensile delle rate, o restituire senza costi una parte o tutto l’importo ricevuto, oltre a consultare i propri estratti conto mensili.
Ma c’è dell’altro. La fintech, che possiede una licenza bancaria lituana, è al lavoro con la Banca d’Italia per aprire una branch italiana. Per adesso in Italia l’offerta di Revolut riguarda solo alcuni strumenti: per citarne alcuni, si passa dai pagamenti ai bonifici, dai metodi per tracciare le spese agli investimenti, fino alle crypto e al cashback.
«Per crescere ancora punteremo a localizzare il prodotto quanto più possibile», chiarisce Zunzunegui, che ricorda come in Italia la fintech sia partita da pagoPA senza commissioni, introdotta lo scorso anno. Ora la società britannica pensa di arricchire l’offerta con gli iban locali e si è posta l’obiettivo di diventare il conto principale degli italiani.
«Il nostro prodotto è già eccellente dal punto di vista dell’esperienza utente: è semplice da usare e offre molte operazioni gratuite o a tariffe ben inferiori rispetto ad altre banche», commenta l’head of growth southern Europe della fintech. «Siamo quindi sulla buona strada per crescere e diventare la banca digitale preferita dagli italiani». (riproduzione riservata)