Record storico di patrimonio per le reti di consulenza finanziaria. Secondo quanto certificato da Assoreti, associazione di categoria dell’industria presieduta da Massimo Doris (Banca Mediolanum), a fine marzo le masse delle società associate hanno sfiorato quota 840 miliardi di euro, superando del 7% il valore di fine dicembre 2023.
La parte del leone l’hanno giocata come prevedibile i titoli di Stato, complice anche la terza emissione di Btp Valore, quella dei record con 18,3 miliardi raccolti. Non a caso, fatto 100 il patrimonio complessivo, la quota di obbligazioni sovrane è salita da dicembre a marzo di quasi un punto percentuale, dal 7,7% all’8,6%. In valore assoluto, da 60 a oltre 72 miliardi di euro.
Al contempo però il gestito (complice l’effetto mercato favorevole) ha saputo giocare bene le sue carte: fondi comuni e sicav hanno visto il loro valore aumentare da 213 a 227 miliardi, mentre le gestioni patrimoniali sono cresciute da 80 a 84 miliardi e i prodotti assicurativo-previdenziali da 199 a 208 (stabili anche le polizze Vita).
La liquidità in in portafoglio, seppur aumentata in valore assoluto a 123 miliardi, ha invece visto scendere la sua incidenza sulle masse totali, dal 14,8% al 14,6%.
Al contempo, il portafoglio sotto il servizio di consulenza con fee specifica (cosidddetto fee only e fee on top), ammonta a 115,2 miliardi e rappresenta il 13,7% del patrimonio totale. Il 74,6% di questi è posizionato su prodotti del risparmio gestito, con una valorizzazione di 85,9 miliardi.
«Nonostante le difficoltà del periodo», commenta il presidente Doris, «il sistema delle reti ha raggiunto un nuovo record di patrimonio grazie alla capacità di intercettare e sostenere la domanda di consulenza finanziaria espressa dai risparmiatori italiani, attraverso una corretta predisposizione di un portafoglio ben diversificato in grado di ridurre l’esposizione al rischio, soprattutto nelle fasi di maggiore criticità». (riproduzione riservata)