Recordati conferma i target 2025 e quelli al 2027 dopo aver archiviato il primo trimestre del 2025 con ricavi perfettamente in linea le attese del consenso Bloomberg a 680 milioni di euro, in crescita dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2024 o del 7,2% a perimetro omogeneo e a cambi costanti, trainati da entrambi i segmenti, Specialty & Primary Care (408,6 milioni, +3,3% o +5% a cambi costanti) e Rare Diseases (254,8 milioni, +29% o +11,5%). Limitato l’impatto negativo dei cambi: 3,7 milioni (-0,6%).
Oltre le attese del consenso (257,3 milioni) l’ebitda a 270,2 milioni, +10,7% rispetto allo stesso periodo del 2024 e con un’incidenza sui ricavi netti del 39,7% (37,8% la stima del consenso). In crescita, inoltre, dell’1,2% l’utile netto a 125 milioni.
Degni di nota soprattutto il free cash flow, balzato a 158,8 milioni, 11,7 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024, e il debito netto sceso a 2,020 miliardi (2,154 miliardi al 31 dicembre 2024), corrispondenti a una leva di poco inferiore a 2,2 volte l’ebitda pro-forma.
«Il 2025 si è aperto decisamente in positivo, con una solida esecuzione nell’intero business e una gestione disciplinata dei costi», ha commentato l’ad, Rob Koremans, dicendosi soddisfatto della recente e tempestiva approvazione, da parte della Fda, dell’estensione dell’indicazione di Isturisa, che ha contribuito a un’ulteriore revisione al rialzo delle «peak year sales» target per l’esercizio relative a Isturisa fino a un intervallo compreso tra 550 e 650 milioni (da 500-600 milioni).
Nonostante il maggior impatto avverso dei cambi, gli obiettivi per l’esercizio 2025, stabiliti a febbraio, sono confermati, implicando una crescita a doppia cifra dei ricavi, attesi tra 2,6 e 2,67 miliardi, dell’ebitda tra 970 e 1 miliardo con un margine +/- 37,5% e dell’utile netto rettificato previsto tra 640 e 670 milioni (margine +/- 25%).
Confermati anche i target al 2027: ricavi tra 3 e 3,200 miliardi, ebitda tra 1,14 e 1,225 miliardi con un margine =38% e un utile netto rettificato tra 770 e 820 milioni (margine +/- 25,5%). L’obiettivo del debito netto rimane compreso tra 1,7-2 volte l’ebitda «con la flessibilità di raggiungere temporaneamente un massimo di quasi 3 per opportunità di acquisizione di scala di elevata qualità», si legge nel comunicato di Recordati che precise: Non sono previste modifiche alla politica di allocazione del capitale e relativa al dividendo progressivo.
La leva massima confermata a 3 volte, per acquisizioni di qualità e dimensioni rilevanti, implica per gli analisti una flessibilità finanziaria superiore a 1 miliardo di euro già nel 2025.
Gli obiettivi triennali comunicati la scorsa settimana «indicano aspettative di continua forza nel business mentre proseguiamo a eseguire la nostra comprovata strategia di crescita organica nei segmenti Specialty & Primary Care e Rare Diseases, integrata da attività di business development di valore e opportunità mirate di lifecycle management», ha concluso l’ad Koremans.
Dopo i conti e la conferma degli obiettivi finanziari sul titolo Recordati (+13,24% nell’ultimo mese) hanno prevalso le prese di profitto in chiusura (-0,94% a 52,50 euro). Equita ha un rating buy e un target price a 65 euro, invece l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo neutral (target price in revisione). (riproduzione riservata)