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Ugo Loeser (Arca Fondi) e Giovanni Brambilla (AcomeA)
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Quanto dura la correzione Usa? Parlano l’ad di Arca Fondi Ugo Loeser e il responsabile investimenti di AcomeA Giovanni Brambilla

di Jole Saggese
22 marzo 2025, 02:00

La difficoltà per gli investitori è trovare nuovi equilibri tra opportunità e correzione come hanno spiegato a Class Cnbc i due esperti

Dalla golden age allo spettro della recessione. Il passo è stato breve: dopo quasi due mesi dall’insediamento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scenario è totalmente cambiato. L’effetto dazi rischia di rivelarsi un boomerang per l’economia americana e per tutti gli altri Paesi. Nei radar di Fed e Bce è ritornata l’inflazione. La difficoltà per gli investitori è trovare nuovi equilibri tra opportunità e correzione come hanno spiegato a Class Cnbc l’ad di Arca Fondi sgr Ugo Loeser e Giovanni Brambilla, il responsabile investimenti di AcomeA sgr.


Domanda. Quanto durerà questa correzione?

Loeser. La sua durata dipenderà dalla quantificazione delle misure che saranno effettivamente prese da Trump. Oggi esiste un significativo grado di incertezza sull’ammontare e sulla estensione delle tariffe in questione, come su eventuali risposte dei Paesi colpiti. Solo quando questa incertezza verrà rimossa il mercato troverà un equilibrio.
Brambilla. Non è semplice fare previsioni in una situazione come questa. I mercati, soprattutto quello americano, si stanno muovendo molto più sul sentiment che non effettivamente sui numeri e questo può avere un duplice impatto. Se l’impatto emotivo dovesse rientrare e quindi si ritornasse ad avere una visione positiva, la correzione potrebbe interrompersi. Molti titoli hanno già scontato questa possibilità. Se, invece, questo sentiment è alimentato da una revisione al ribasso dei numeri delle aziende, la correzione potrebbe continuare, autoalimentandosi. Detto questo, dobbiamo rilevare che la correzione degli indici dai massimi tutto sommato è contenuta e che scenari di forte rallentamento o di recessione non risultano ancora prezzati, per cui questa discesa potrebbe essere ricondotta a un ridimensionamento valutativo e di riduzione del gap con altri mercati, in particolare l’Europa.

D. Che cosa conviene fare con gli Stati Uniti in portafoglio?

Loeser. Gli Stati Uniti restano ancora il motore dell’economia mondiale e devono continuare a occupare un ruolo centrale all’interno di portafogli ben diversificati. La solidità del mercato del lavoro, l’innovazione tecnologica e la capacità delle aziende di generare utili robusti sono fattori che continuano a sostenere il mercato azionario Usa. Tuttavia non possiamo ignorare che la performance del 2024 è stata una delle migliori di sempre. Alla luce di queste considerazioni, riteniamo opportuno mantenere l’esposizione sugli Stati Uniti, ma con un approccio più prudente e selettivo.
Brambilla. Il mercato americano rimane l’area sviluppata con il maggiore potenziale di crescita strutturale ma per questo anche con le valutazioni più tirate, in particolare su alcuni settori come la tecnologia. Se lo spettro della recessione o di un rallentamento della crescita dovesse prendere forma, potrebbe essere conveniente ridurre l’esposizione nel caso di portafogli molto pesati sull’area. Viceversa, nel caso di minore esposizione e di correzione degli indici più pronunciata, potrebbe essere conveniente un riposizionamento graduale su quei settori con valutazioni più a buon mercato.

D. L’allargamento della forbice tra Usa ed Europa in termini di valutazioni cosa comporta?

Loeser. L’Europa, spesso considerata il fanalino di coda della crescita globale, oggi sembra poter contare su fondamentali in miglioramento. L’annuncio di un’espansione fiscale da parte della Germania, storicamente prudente su questo fronte, rappresenta un cambio di passo significativo, a cui si aggiunge la possibilità di un maggior coordinamento delle politiche economiche europee. In questo contesto, un graduale riposizionamento dei portafogli verso l’Europa appare opportuno, privilegiando i settori che potrebbero continuare a beneficiare di questo nuovo scenario come quello industriale e della difesa.
Brambilla. In un contesto nel quale gli Stati Uniti potrebbero rallentare mentre l’Europa, per la prima volta, sta progettando una politica fiscale espansiva, si privilegia una maggiore attenzione verso i mercati europei. Dal nostro punto di vista è però meglio preferire le obbligazioni europee rispetto alle azioni.

D. Gli asset che avevano più beneficiato dall’insediamento di Trump adesso sono quelli più penalizzati. Bisogna approfittarne?

Loeser. Il comparto tecnologico, dopo una corsa eccezionale trainata dalla narrativa sull’intelligenza artificiale, sconta oggi valutazioni molto tirate e un rischio crescente di ritorsioni internazionali, soprattutto nei confronti dei grandi colossi esposti sulle filiere globali. Allo stesso modo, il settore finanziario si trova stretto tra il rischio di un rallentamento economico e l’incertezza su tempi e modalità di una futura discesa dei tassi. Data la delicatezza del contesto, sia macroeconomico che geopolitico, riteniamo che la prudenza sia ancora d’obbligo.
Brambilla. Alcuni titoli tecnologici, in particolare i Magnifici 7, presentano valutazioni non particolarmente attrattive, per cui un’eventuale revisione delle stime potrebbe determinare un'ulteriore correzione. Quello che ha scatenato le ultime vendite è più legato ai timori di una possibile frenata della crescita americana rispetto ai valori delle società. (riproduzione riservata)



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