I prestiti alle imprese frenano bruscamente in tutta Europa ma la contrazione è più forte in Italia, dove la flessione ad agosto ha toccato il record storico (-6,4%) da quando la Bce fornisce i dati, cioè dal 2004. La caduta è legata alla minore domanda delle aziende, alle condizioni più stringenti delle banche e alla stretta monetaria della Bce. I numeri di ieri rendono più probabile una recessione nell’Eurozona. Si rafforza così l’ipotesi di uno stop ai rialzi dei tassi, con prudenza nella riduzione del bilancio Bce, nonostante alcuni falchi del board (l’austriaco Robert Holzmann e l’olandese Frank Elderson) ieri non abbiano escluso nuove strette. Venerdì saranno pubblicati i dati sull’inflazione nell’Eurozona che secondo le attese degli economisti registreranno un’ulteriore discesa.
In dettaglio il credito alle aziende è calato del 6,4% in Italia rispetto al già significativo -3,9% di luglio. Neppure dopo la crisi dello spread la riduzione era stata così rilevante: il picco negativo era stato raggiunto a -6,1% nel novembre 2013. In un solo mese i prestiti sono scesi di 15 miliardi. I dati dell’Italia sono peggiori rispetto a quelli di Spagna (-3,5% ad agosto), Germania (+1,7%) e Francia (+4,1%). Nell’intera Eurozona i prestiti alle imprese sono saliti dello 0,6% (dal +2,2% di luglio), un dato che non si registrava da fine 2015. È stata ancora più significativa la variazione del credito alle aziende su tre mesi annualizzata: -11,2% in Italia, -4,4% in Spagna, -1,5% in Germania, +2,7% in Francia.
Per quanto riguarda i prestiti alle famiglie, il dato dell’Eurozona indica una crescita dell’1% ad agosto, dall’1,3% del mese precedente. Anche in questo ambito l’Italia con -0,6% ha fatto peggio della media, anche se il Paese più in difficoltà è stato la Spagna (-2%). Sono andate meglio invece Germania (+1,4%) e Francia (+2,6%), anche se con valori in flessione. Un’ulteriore notizia negativa per l’economia europea riguarda la riduzione dell’aggregato monetario M3 (-1,3% da -0,4%). L’aggregato più ristretto M1, che include moneta in circolazione e depositi overnight, è calato del 10,4%.
«Il quadro è fosco per l’Eurozona», secondo Oxford Economics. «Il pil probabilmente si contrarrà nel terzo trimestre e ristagnerà nel quarto». Ing si aspetta che «la debolezza dell’economia proseguirà a causa dell’impatto della politica monetaria restrittiva» e che «le deboli prospettive economiche e l’aumento dei tassi freneranno gli investimenti delle imprese». Per Pictet la contrazione del credito conferma che «la Bce non dovrebbe inasprire ulteriormente la politica monetaria». Capital Economics ha sottolineato che «l’economia faticherà nei prossimi trimestri».
La Vigilanza Bce intanto ha richiamato il governo italiano a non modificare le regole sui non-performing loans. Il presidente Andrea Enria ha invitato sul tema a «procedere con cautela» e a non danneggiare il mercato degli npl. Il supervisore ha inoltre confermato le perplessità Bce sulla tassa sugli extraprofitti, pur manifestando alcune critiche sulla lentezza delle banche nell’adeguare i tassi sui depositi dei clienti a quelli dei prestiti (il cosiddetto pass-through). «Le banche devono avere consapevolezza della percezione pubblica della loro attività», ha detto ieri Enria in un convegno di Analysis a Milano. «Il pass-through ai depositi è stato più lento che in passati cicli di restrizione monetaria. Questo riflette anche il fatto che le banche non hanno passato ai depositanti i tassi negativi».
Il supervisore ha ricordato di aver visto «banche in alcuni mercati con un 35-40% di roe e un tasso sui depositi vicino allo zero». Enria ha comunque invitato a misure per aumentare la concorrenza del settore, invece che a interventi distorsivi a livello politico. Inoltre ha ricordato che la Vigilanza non è fatta di soli requisiti di capitale: in futuro potrebbero essere usate più spesso misure qualitative o sanzioni periodiche.
In generale Enria ha evidenziato la necessità di dare maggiore stabilità alle banche: un riferimento alle regole del settore, alle tasse dei governi e anche alla stessa politica monetaria che definisce i requisiti sulle riserve obbligatorie. Proprio ieri il governatore austriaco Holzmann ha lanciato la proposta di aumentare i depositi obbligatori delle banche, che non sono remunerati dalla Bce, dall’1% al 5-10% del totale. Ma sulla misura non tutti sono d’accordo. Ieri intanto il consiglio direttivo Bce ha approvato la nomina nel comitato esecutivo di Piero Cipollone al posto di Fabio Panetta. Il via libera finale arriverà da Parlamento e Consiglio Ue. (riproduzione riservata)