Seduta in deciso calo per Piazza Affari e in particolare per il Ftse Mib, che ha visto alcune prese di profitto dopo il rally che ha caratterizzato il primo mese dell'anno. Il principale indice milanese ha terminato la giornata di contrattazioni in ribasso dell'1,35% a 23.480 punti. In territorio negativo anche le altre piazze europee, in particolare Francoforte (-0,93%), Parigi (-0,81%) e Londra (-1,11%).
"Si tratta della seconda chiusura in calo per gli indici europei, che si sono portati sui minimi delle ultime due settimane", ha osservato Vincenzo Longo, strategist di Ig, indicando che è ancora presto per parlare di una vera e propria correzione. "Finché le indicazioni macro rimangono ancora così brillanti, non crediamo che il mercato possa andare incontro a un'inversione di tendenza. Piuttosto potremmo assistere a un ritorno della volatilità, che sosta ormai da troppo tempo vicino ai minimi pluriennali".
Proprio sul fronte macroeconomico, la giornata odierna è stata caratterizzata da un'agenda particolarmente ricca di dati. A livello europeo, il pil è cresciuto trimestre su trimestre dello 0,6% sia nell'area euro sia nell'intera Unione nel quarto trimestre del 2017, mentre si è attestato a +2,7% anno su anno in Eurolandia e a +2,6% nella Ue a 28.
Entrando nel dettaglio dei singoli Stati, la crescita dell'economia è decollata in Francia nel 2017 a +1,9%, in linea con le attese e in rialzo rispetto al +1,1% registrato nel 2016. Mentre invece il pil della Spagna, nella lettura preliminare del quarto trimestre del 2017, si è espanso dello 0,7% a livello trimestrale e del 3,1% su base annuale.
Infine, in Germania ha deluso la lettura sull'inflazione preliminare a gennaio, scesa dello 0,7% mese su mese ma comunque in aumento dell'1,6% su base tendenziale. Gli economisti si aspettavano, rispettivamente, un -0,6% su mese e un +1,7% su anno.
In seguito alla pubblicazione dei dati macro, in rialzo lo spread tra Btp e Bund 134,2 punti base, mentre il cross euro/dollaro ha chiuso a ridosso di 1,24 a 1,2389, in attesa del discorso di Donald Trump di oggi e della Fed di domani.
A Piazza Affari gli unici titoli che hanno chiuso in territorio positivo sono stati Luxottica (+1,33% a 51,76 euro) e Telecom (+1,15% a 0,7216 euro). Quest'ultima ha presentato ad Agcom un'ipotesi di separazione volontaria della rete di accesso in un veicolo controllato al 100% dal colosso tlc. L'amministratore delegato Amos Genish illustrerà il piano al ministro Calenda il 7 febbraio.
A picco, invece, Leonardo (-12% a 9,922 euro) che ha confermato la guidance 2017, ridotta in occasione della presentazione dei conti dei nove mesi dello scorso esercizio, e ha presentato il nuovo business plan al 2022. Il piano prevede una crescita annua dei ricavi tra il 5 e il 6%, unita a un incremento del margine operativo lordo all'8-10%.
Cnh ha ceduto il 2,34% a 11,915 euro dopo la pubblicazione dei conti. La società ha registrato un utile netto pari a 313 milioni di dollari, contro una perdita netta di 249 milioni nel 2016, ma comunque al di sotto dei 343 milioni attesi dagli analisti di Equita sim. Mentre i ricavi consolidati sono cresciuti del 10% a 27,361 miliardi di dollari, al di sopra dei 25,421 miliardi previsti da Equita. Il cda intende proporre sia un dividendo di 0,14 euro per azione, pari a 191 milioni di euro (237 milioni di dollari), in aumento del 27% rispetto all'anno precedente, sia di riautorizzare e aumentare il programma di riacquisto di azioni a 700 milioni di dollari, pari a un aumento di 400 milioni rispetto all'attuale programma.
In rosso anche l'intero comparto bancario. Unicredit ha chiuso in ribasso dell'1,05% a 17,682 euro nonostante Giovanni Quaglia, presidente della fondazione Crt che detiene l'1,7% del capitale dell'istituto, abbia assicurato che la gestione di UniCredit targata Jean Pierre Mustier va "benissimo". "Il titolo sta crescendo, quest'anno i dividendi ci saranno: al momento non possiamo che essere soddisfatti", ha aggiunto Quaglia. Tra gli altri titoli del comparto, Intesa -1,22%, Mediobanca -1,36%, Banco Bpm -2,75%, Bper -3,84% e Ubi -1,4%.
Male anche il settore delle utility con A2a (-1,13% a 1,533 euro), Snam (-1,86% a 3,906 euro), Terna (-0,45% a 4,822 euro) e Italgas (-0,61% a 4,870 euro). Enel, che si è aggiudicata la fornitura di 217 Mw di risorse di gestione della domanda in seguito alla prima asta di capacità dell'Irlanda, ha ceduto l'1,09% a 5,068 euro.
Fuori dal listino principale, Mondadori (-3,98% a 2,29 euro) ha acquisito Design D'Autore, il sistema social internazionale leader nel design. Seguito da oltre 3,8 milioni di persone su Facebook e 130 mila su Instagram, Design D'Autore raggiunge 10 milioni di persone in tutto il mondo e genera 2 milioni di interazioni e 5,4 milioni di visualizzazioni video ogni mese.
In calo anche Diasorin (-2,03% a 77,25 euro) che ha siglato oggi l'accordo con l'Agenzia delle Entrate per l'accesso all'agevolazione fiscale concessa dal Patent Box. Il beneficio fiscale per DiaSorin nel triennio 2015-2017 è stimato in un range tra 16 milioni e 18 milioni di euro.
Infine, Piaggio (.2,36% a 2,486 euro) ha raggiunto il traguardo di 300 Motoplex nel mondo, in meno di tre anni, grazie all'apertura del nuovo store multibrand a Hong Kong.