Il Ponte sullo Stretto mette le ali a Webuild, che ha archiviato la seduta in borsa di giovedì 7 agosto con un rialzo del 2% a 4,17 euro. Il via libera del Cipess al progetto definitivo dell’opera ha innescato l’ottimismo del mercato e degli analisti.
L’approvazione del Cipess è infatti un passaggio chiave. Tuttavia i lavori potranno iniziare solo dopo il via libera della Corte dei Conti, atteso tra fine agosto e settembre, e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Equita Sim indica un target price a 4,5 euro per la società guidata da Pietro Salini e sottolinea il potenziale di un contratto da 10,6 miliardi affidato a Eurolink, il consorzio guidato da Webuild (che ne detiene circa il 60%), con la spagnola Sacyr, la giapponese IHI, Condotte e Itinera.
Secondo Equita, l’opera per Webuild potrebbe valere tra i 350 e 500 milioni di euro, ossia fino al 12% della sua attuale capitalizzazione. Anche Kepler Cheuvreux stima effetti positivi: un incremento pro-rata dell’11% del backlog (che toccherebbe quota 50 miliardi a fine semestre), un ebitda margin a doppia cifra e un anticipo potenziale tra 500 e 700 milioni già entro fine 2025. La creazione di valore attesa per Webuild si colloca tra 200 e 300 milioni di euro.
I mercati ignorano però un vincolo giuridico pesante: una volta firmato il contratto, lo Stato non potrà più fare marcia indietro senza pagare. Un punto che riporta d’attualità il contenzioso da 700 milioni avviato da Eurolink nel 2012, mai formalmente ritirato.
Secondo le stime più allarmistiche, ovvero quelle del deputato Angelo Bonelli, la penale massima potrebbe arrivare a 1,5 miliardi, un decimo del valore complessivo dell’opera (pari a 13,5 miliardi). «È un regalo ai privati, un ricatto che può condizionare ogni scelta futura», ha detto il deputato di Avs in Parlamento.
La società Stretto di Messina ha già chiarito in una nota che le penali saranno al massimo pari al 5% del valore residuo dei lavori non eseguiti e solo entro i quattro quinti dell’importo. Un tetto che ridurrebbe l’esborso potenziale a circa 400 milioni di euro, ben lontano dagli 1,5 miliardi ipotizzati da Bonelli. Si tratta comunque di un progetto su cui pendono ancora interrogativi tecnici e legali. Il punto debole, secondo diversi esperti, è che il progetto non è stato aggiornato. È lo stesso del 2011, con un’aggiunta: una relazione nella quale il progettista si impegna a fare modifiche più avanti e cioè nella fase esecutiva. (riproduzione riservata)