Gli Stati Uniti sono contrari a ogni tipo di «accounting creativo» per raggiungere il target di spese Nato. Parola di Matthew Whitaker, ambasciatore Usa presso la Nato, che ha espresso contrarierà sulla questione in un’intervista esclusiva a Bloomberg. Tra questi casi rientra, appunto, l’Italia e la paventata ipotesi di includere le spese per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina (il cui costo è di 13,5 miliardi di euro) tra quelle militari.
«Ho avuto conversazioni anche oggi con alcuni Paesi che stanno avendo un’interpretazione molto ampia delle spese legate alla difesa», ha proseguito Whitaker nell’intervista rilasciata in occasione del Bled Strategic Forum in Slovenia. Ma è «molto importante» che il target del 5% si riferisca specificamente alla difesa e alle spese connesse e che l’impegno sia assunto «in modo serio».
Il diplomatico ha poi detto di stare osservando «in modo molto serio la questione» precisando che «la cosa positiva rispetto al vertice di Galles del 2014 è che la Nato oggi dispone di sistemi di monitoraggio».
L’esecutivo di Giorgia Meloni sta cercando di inserire nel computo della difesa alcune «infrastrutture dual use» tra cui, appunto, il Ponte. La logica sottostante è quella di sfruttare nel senso più ampio possibile il termine difesa, come già fanno altri Paesi.
L’Italia, in quanto membro della Nato, si è impegnata a destinare il 5% del prodotto interno lordo in spesa militare entro il 2035. Per riuscirci il governo Meloni deve impiegare il 3,5% per la difesa in senso stretto e l’1,5% per la sicurezza: e cioè le infrastrutture come porti e ferrovie che in caso di guerra potrebbero essere usate dalle forze armate.
Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto definitivo del Ponte, MF-Milano Finanza ha chiesto al ministro Salvini se l’opera fosse già classificabile come tale. «Che l’opera possa essere un dual-use, che dunque ci sia uso multiplo anche per motivi di sicurezza, è evidente, è nelle cose. Non mi faccia entrare nel campo di lavoro dei colleghi Giorgetti e Crosetto saranno loro a decidere cosa rientra in quell’aumento di spese. Se vorranno inserirlo, l’utilizzo anche per scopi non solo civili, turistici e di lavoro c’è. Sono 6 corsie stradali, due corsie ferroviarie, può essere utilizzato per tutto quello per cui viene costruito», ha chiosato Salvini. (riproduzione riservata)