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Piazza Affari termina la settimana tra le prese di profitto
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Piazza Affari termina la settimana tra le prese di profitto

di Marco Sasso
02 febbraio 2018, 18:00

Il Ftse Mib ha concluso la seduta in ribasso dell'1,44% poco sopra 23.200 punti. In positivo solo Mediobanca (+0,59%) e Ferrari (+0,58%). Male anche le altre borse europee. Dollaro in ripresa dopo i dati positivi di gennaio sul mercato del lavoro Usa. Spread stabile sotto quota 130 punti

Se ieri il Ftse Mib di Piazza Affari ha resistito alle massicce vendite abbattutesi sulle borse europee, oggi, dopo un timido tentativo di rialzo in seguito ai buoni dati sul mercato del lavoro Usa, il principale indice di Piazza Affari ha proseguito nella discesa chiudendo la settimana in ribasso dell' 1,44% a 23.202 punti. Al momento, secondo gli analisti Bank of America - Merrill Lynch, le perdite dell'indice milanese rappresentano delle prese di profitto ed è presto per parlare dell'inizio di una netta correzione. La banca d'affari ha dichiarato che dai propri indicatori per gli asset rischiosi è emerso un segnale di vendita a fine gennaio ma che al momento sul mercato si sta verificando solo un ritracciamento salutare. In negativo anche le altre principali piazze Ue, in particolare il Dax di Francoforte, che ha chiuso con un -1,68%, a causa soprattutto di Deutsche Bank. In rosso anche Parigi (-1,64%) e Londra (-0,65%).

La grande attesa per il report sull'occupazione negli Stati Uniti è stata ben ripagata: a gennaio l'economia ha creato 200.000 posti di lavoro, ben oltre i 177.000 attesi dagli economisti, e il tasso di disoccupazione è rimasto stabile rispetto a dicembre al 4,1%, ai minimi da dicembre del 2000. Ha stupito inoltre il dato sui salari orari, cresciuti dello 0,34% su base mensile a 26,74 dollari, sopra le attese degli economisti che attendevano, invece, un rialzo dello 0,2%. Su base annua, la lettura ha evidenziato una crescita del 2,9%, la migliore dal giugno 2009. Di conseguenza il dollaro si è ripreso sull'euro, a 1,2448.

Intanto il membro del Direttivo Bce, Benoit Coeurè, ha ricordato la necessità di riforme all'interno dell'Eurozona, senza le quali "la prossima crisi potrebbe forzare la Banca centrale europea a testare i limiti del proprio mandato". Se il contesto non dovesse cambiare, ha aggiunto il banchiere, la Bce potrebbe trovarsi nella posizione estremamente scomoda di dover portare i tassi d'interesse in territorio negativo o di dover comprare asset rischiosi, "oppure potrebbe portarci pericolosamente vicini al finanziamento monetario dei Governi".

Lo spread tra Btp/Bund è risalito a 127 punti base dai 124,784 di ieri. Il differenziale era calato in misura significativa nelle scorse sedute e resta vicino ai minimi dal settembre 2016. La recente contrazione, spiegano gli strategist di Mps Capital Services, è "segno evidente di un parziale chiusura delle posizioni short, con il mercato che inizia a scommettere su una coalizione di governo" dopo le prossime elezioni di marzo, "in un contesto macroeconomico dell'Italia positivo".

A Piazza Affari hanno chiuso in rialzo solo Mediobanca (+0,59% a 9,946 euro), autorizzata dalla Bce ad adottare sistemi interni di risk management per calcolare il rischio di credito sui clienti Corporate e gli altri segmenti di attività, e Ferrari (+0,58% a 103,8 euro), dopo un quarto trimestre 2017 migliore delle attese degli analisti e l'obiettivo di un raddoppio dell'ebitda rettificato entro il 2022, a 2 miliardi di euro. Gli analisti di Equita sim hanno alzato il prezzo obiettivo a 120 euro, confermando la raccomandazione buy.

Telecom Italia ha perso l'1,14% a 0,7094 euro. Mediobanca Securities in un report dedicato al settore Tmt italiano ha dichiarato che il titolo presenta il maggiore potenziale di rialzo. Secondo gli analisti sull'azione ci sono timori eccessivi, motivo che ne spiegherebbe la recente debolezza.

Male il comparto bancario, a eccezione della già citata Mediobanca: Unicredit -1,13%, Intesa Sanpaolo -0,73% in attesa del nuovo piano industriale che verrà presentato martedì prossimo, Banco Bpm -0,02% e Ubi -0,94%.

Vendite anche su Atlantia (-1,67% a 25,85). La società, tramite la controllata cilena Grupo Costanera, si è aggiudicata la gara per la concessione del progetto Conexiòn Vial Ruta 78 Hasta Ruta 68. Il costo previsto per la realizzazione dell'opera è di 200 milioni di euro.

Quanto a Prysmian (-1,63% a 27,69) ha acquisito, in seguito a una gara con bando europeo, un nuovo contratto del valore di circa 40 milioni di euro per la realizzazione del nuovo collegamento elettrico sottomarino fra l'isola di Capri e Sorrento (Napoli) da Terna Rete Italia, società interamente posseduta da Terna. Quest'ultima ha lasciato sul terreno il 2,33% a 4,731 euro.

Fuori dal listino principale, si segnala Banca Ifis (-3,88% a 36,18 euro) che oggi ha completato oggi l'acquisizione per 2 milioni di euro del 100% di Cap.Ital.Fin, società specializzata in finanziamenti rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio.

Su Mondadori (-5,87% a 2,165 euro) Mediobanca Securities nel breve periodo fatica a vedere del potenziale di rialzo, considerando gli attuali prezzi di Borsa. Ma nel lungo termine la casa d'affari è piú ottimista: gli analisti hanno alzato il target price sul titolo da 2,23 a 2,4 euro, con rating neutral.

Infine, B.Farmafactoring (-5,69% a 6,05 euro) ha visto delle prese di beneficio in attesa dei risultati 2017 del 9 febbraio. Deutsche Bank ha confermato la propria visione positiva sull'azione (buy, con prezzo obiettivo a 7 euro) in vista dei conti.



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