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Piazza Affari si risolleva con le banche
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Piazza Affari si risolleva con le banche

di Marco Sasso
23 febbraio 2018, 17:50

Ftse Mib (+0,9%) trainato dal comparto bancario, dopo le indiscrezioni sulle decisioni della Commissione Ue in termini di copertura dei crediti deteriorati. In luce anche il settore utility e i titoli oil, male Buzzi e Recordati. Spread Btp/Bund in rialzo a 140 punti, cambio euro/dollaro stabile poco sotto 1,23

Chiusura di settimana positiva per il Ftse Mib di Piazza Affari che, dopo la mazzata rifilata ieri da Jean Claude Juncker sulle prospettive per la governabilità dell'Italia nel post-elezioni, ha terminato la giornata in rialzo dello 0,93% a 22.672 punti. Meno marcati i rialzi di Francoforte (+0,19%) e Parigi (+0,26%), mentre Londra ha ceduto lo 0,14%.

Se ieri il presidente della Commissione europea ha lanciato l’allarme su una "forte reazione dei mercati" dopo le elezioni, invitando a “prepararsi allo scenario peggiore” a causa di una possibile assenza di un “governo operativo e funzionante”, oggi Juncker ha provato a correggere parzialmente il tiro su Twitter. Nonostante ciò, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in rialzo a 140,89 punti base.

Stabile sotto quota 1,23 il cambio euro/dollaro, a quota 1,2294 in chiusura. Secondo alcuni analisti la debolezza dell'euro potrebbe essere influenzata anche dai dati sull'inflazione nell'Eurozona che mostrano un aumento dei prezzi più lento del previsto. A gennaio, infatti, l'indice dei prezzi al consumo ha subìto una flessione dello 0,9% su base mensile. A livello annuale, invece, la lettura ha registrato un incremento dell'1,3%.

Ma il sentiment positivo su Piazza Affari è stato dettato soprattutto dalle banche. Dapprima, le indiscrezioni sulle decisioni della Commissione europea, che avrebbe deciso di stabilire in 8 anni i tempi per la copertura degli accantonamenti dei crediti deteriorati. In secondo luogo, le prospettive sull’intero comparto fornito dall’outlook Abi-Cerved, secondo il quale il peso delle nuove sofferenze bancarie dovrebbe tornare ai livelli pre-crisi nel 2019. Mentre alla fine del 2017, lo stock di sofferenze lorde nei conti delle banche è calato del 17% a 167 miliardi di euro.

Di riflesso, all'interno del Ftse Mib ha ripreso slancio l'intero comparto bancario: Intesa +0,80%, Mediobanca +0,96%, Unicredit +0,3%, Banco Bpm +2,44%, Bper +3,8%, Ubi +2,02%. Bene tra gli altri finanziari anche Azimut (+0,96% a 17,97 euro), Unipol (+1,26% a 4,085 euro) e UnipolSai (+0,66% a 1,982 euro).

Sul gradino più alto del podio si è posizionata Snam (+3,86% a 3,771 euro), che ha confermato la prosecuzione del programma di buyback. In generale, in luce tutto il settore delle utility con Enel (+2,39% a 4,835 euro), Italgas (+2,82% a 4,588 euro), Terna (+2,53% a 4,658 euro) e A2a (+1,77% a 1,469 euro).

Ottima chiusura di settimana, nel settore petrolifero, per Saipem (+2,53% % a 3,52 euro) dopo che Morgan Stanley ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo sul titolo da 5,5 a 6 euro, confermando il giudizio overweight, e per Tenaris (+1,93% a 14,24 euro), con Equita Sim che ha incrementato il target price sull'azione da 15,5 a 15,7 euro, ribadendo il rating buy, in scia ai conti superiori alle attese.

Acquisti su Telecom I. (+2,15% a 0,732 euro). Secondo quanto anticipato da MF-Milano Finanza, sarebbe spuntata una nuova offerta per Persidera, la società dei multiplex digitali controllata al 70% da Telecom e al 30% da Gedi: un fondo avrebbe infatti avanzato una proposta in extremis, valutando il gruppo dei mux 290 milioni di euro. Poco mossa Poste Italiane (+0,09% a 6,712 euro) in attesa del nuovo piano industriale che sarà presentato il 27 febbraio.

Hanno chiuso in rosso, invece, Buzzi Unicem (-1,93% a 20,79 euro), Recordati (-0,82% a 29,06 euro), che ha proseguito il suo declino iniziato con la pubblicazione dei risultati 2017, e S.Ferragamo (-1,26% a 22,74 euro) dopo le performance degli ultimi giorni.

Fuori dal listino principale si segnala Alerion (+1,54% a 3,3 euro), che ha riportato nel 2017 un utile netto in crescita a 5 milioni di euro, più di 5 volte superiore agli 0,9 milioni conseguiti al termine dell'esercizio 2016.

Bene anche Exprivia (+0,55% a 1,452 euro). L'azienda ha siglato il contratto relativo all'aggiudicazione della gara europea indetta da Acquirente Unico per lo sviluppo e la manutenzione del Sistema Informativo Integrato (Sii).

Mentre Igd (-4,97% a 8,22 euro) ha visto delle prese di profitto dopo i rialzi di ieri, nonostante abbia continuato a ricevere giudizi positivi sui risultati del 2017 da parte degli analisti.



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