Chiusura di settimana positiva per il Ftse Mib di Piazza Affari che, dopo la mazzata rifilata ieri da Jean Claude Juncker sulle prospettive per la governabilità dell'Italia nel post-elezioni, ha terminato la giornata in rialzo dello 0,93% a 22.672 punti. Meno marcati i rialzi di Francoforte (+0,19%) e Parigi (+0,26%), mentre Londra ha ceduto lo 0,14%.
Se ieri il presidente della Commissione europea ha lanciato l’allarme su una "forte reazione dei mercati" dopo le elezioni, invitando a “prepararsi allo scenario peggiore” a causa di una possibile assenza di un “governo operativo e funzionante”, oggi Juncker ha provato a correggere parzialmente il tiro su Twitter. Nonostante ciò, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in rialzo a 140,89 punti base.
Stabile sotto quota 1,23 il cambio euro/dollaro, a quota 1,2294 in chiusura. Secondo alcuni analisti la debolezza dell'euro potrebbe essere influenzata anche dai dati sull'inflazione nell'Eurozona che mostrano un aumento dei prezzi più lento del previsto. A gennaio, infatti, l'indice dei prezzi al consumo ha subìto una flessione dello 0,9% su base mensile. A livello annuale, invece, la lettura ha registrato un incremento dell'1,3%.
Ma il sentiment positivo su Piazza Affari è stato dettato soprattutto dalle banche. Dapprima, le indiscrezioni sulle decisioni della Commissione europea, che avrebbe deciso di stabilire in 8 anni i tempi per la copertura degli accantonamenti dei crediti deteriorati. In secondo luogo, le prospettive sull’intero comparto fornito dall’outlook Abi-Cerved, secondo il quale il peso delle nuove sofferenze bancarie dovrebbe tornare ai livelli pre-crisi nel 2019. Mentre alla fine del 2017, lo stock di sofferenze lorde nei conti delle banche è calato del 17% a 167 miliardi di euro.
Di riflesso, all'interno del Ftse Mib ha ripreso slancio l'intero comparto bancario: Intesa +0,80%, Mediobanca +0,96%, Unicredit +0,3%, Banco Bpm +2,44%, Bper +3,8%, Ubi +2,02%. Bene tra gli altri finanziari anche Azimut (+0,96% a 17,97 euro), Unipol (+1,26% a 4,085 euro) e UnipolSai (+0,66% a 1,982 euro).
Sul gradino più alto del podio si è posizionata Snam (+3,86% a 3,771 euro), che ha confermato la prosecuzione del programma di buyback. In generale, in luce tutto il settore delle utility con Enel (+2,39% a 4,835 euro), Italgas (+2,82% a 4,588 euro), Terna (+2,53% a 4,658 euro) e A2a (+1,77% a 1,469 euro).
Ottima chiusura di settimana, nel settore petrolifero, per Saipem (+2,53% % a 3,52 euro) dopo che Morgan Stanley ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo sul titolo da 5,5 a 6 euro, confermando il giudizio overweight, e per Tenaris (+1,93% a 14,24 euro), con Equita Sim che ha incrementato il target price sull'azione da 15,5 a 15,7 euro, ribadendo il rating buy, in scia ai conti superiori alle attese.
Acquisti su Telecom I. (+2,15% a 0,732 euro). Secondo quanto anticipato da MF-Milano Finanza, sarebbe spuntata una nuova offerta per Persidera, la società dei multiplex digitali controllata al 70% da Telecom e al 30% da Gedi: un fondo avrebbe infatti avanzato una proposta in extremis, valutando il gruppo dei mux 290 milioni di euro. Poco mossa Poste Italiane (+0,09% a 6,712 euro) in attesa del nuovo piano industriale che sarà presentato il 27 febbraio.
Hanno chiuso in rosso, invece, Buzzi Unicem (-1,93% a 20,79 euro), Recordati (-0,82% a 29,06 euro), che ha proseguito il suo declino iniziato con la pubblicazione dei risultati 2017, e S.Ferragamo (-1,26% a 22,74 euro) dopo le performance degli ultimi giorni.
Fuori dal listino principale si segnala Alerion (+1,54% a 3,3 euro), che ha riportato nel 2017 un utile netto in crescita a 5 milioni di euro, più di 5 volte superiore agli 0,9 milioni conseguiti al termine dell'esercizio 2016.
Bene anche Exprivia (+0,55% a 1,452 euro). L'azienda ha siglato il contratto relativo all'aggiudicazione della gara europea indetta da Acquirente Unico per lo sviluppo e la manutenzione del Sistema Informativo Integrato (Sii).
Mentre Igd (-4,97% a 8,22 euro) ha visto delle prese di profitto dopo i rialzi di ieri, nonostante abbia continuato a ricevere giudizi positivi sui risultati del 2017 da parte degli analisti.