In risposta al rallentamento registrato attorno a metà seduta, il FtseMib di Piazza Affari è riuscito a rimbalzare terminando la giornata di contrattazioni a 22.416 punti, in rialzo dello 0,24% dopo aver toccato un minimo intraday di 22.261 punti. Chiusura col segno meno, invece, per le altre principali piazze europee: il Dax30 di Francoforte ha ceduto lo 0,08%, mentre il Cac40 di Parigi e il Ftse100 di Londra hanno lasciato sul terreno rispettivamente lo 0,26% e lo 0,16%.
L'umore degli investitori è stato influenzato dai dati macroeconomici che hanno fornito segnali contrastanti. Nell'Eurozona, ad esempio, si è verificata una battuta d'arresto dei consumi a ottobre. Le vendite realizzate dal commercio al dettaglio hanno infatti segnato una contrazione dell'1,1% rispetto al mese precedente, dopo la crescita dello 0,8% di settembre. Non ha aiutato anche il rallentamento della crescita del settore servizi tedesco, ai minimi da tre mesi a novembre a causa dell'impasse politica, che segue la mancata formazione del governo. Il Pmi finale per i servizi è sceso a 54,3 da 54,7 di ottobre, rivelandosi più debole della stima flash di 54,9 punti.
Indicazioni positive, invece, dall'indice Pmi composito dell'Eurozona definitivo di novembre, che si è attestato a 57,5 punti, oltre i 56 di ottobre e in linea al consenso. Buona anche la lettura relativa all'Italia, dove il dato ha registrato un valore di 54,7 punti rispetto ai 52,1 di ottobre. I Pmi dell'Eurozona "sono leggermente superiori alle attese, e attestano ancora una volta la solidità dell'economia europea", ha commentato Robert Baron, partner di Deltahedge. Secondo l'esperto "per ora non c'è nulla che possa modificare la situazione positiva". Infatti, il mercato valutario "è stato tranquillo, non c'è stata animosità sul cambio", ha aggiunto l'esperto, ribadendo che "servono altri dati macroeconomici per cambiare la situazione". Il cross euro/dollaro è sceso a quota 1,1824, in ribasso dello 0,17%, mentre lo spread btp/bund ha chiuso in lieve calo a 138,09 punti base, col rendimento del decennale all'1,709%.
Tra i titoli di Piazza Affari, in luce Mediaset (+2,46% a 3,24 euro), con gli occhi puntati sul consiglio di amministrazione di Telecom I. (+0,50% a quota 0,7095 euro) che, secondo indiscrezioni di stampa, darà mandato al management di studiare l'acquisto di un importante pacchetto di contenuti del Biscione, compreso quello che resta della stagione primaverile della Champions League e della Serie A. Inoltre, continua l'analisi della Consob sul dossier relativo alla salita di Vivendi nel capitale di Mediaset, come sottolineato dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, anche in vista della scadenza del suo mandato il 14 dicembre. Mediobanca Securities ha confermato sul titolo Mediaset la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 3,76 euro. Secondo gli analisti, gli aggiornamenti recenti sul fronte della raccolta pubblicitaria sono "incoraggianti".
Ancora in calo Prysmian, che ha ceduto l'1,32%. Dopo l'acquisizione di General Cable, l'ad Valerio Battista ha sottolineato che la società ha in cantiere altre acquisizioni di piccola taglia da effettuare nei prossimi mesi. La società sta inoltre valutando un aumento di capitale da 500 milioni di euro. Banca Imi ha alzato sia la raccomandazione sul titolo da add a buy, sia il prezzo obiettivo passato da 29,9 a 34,8 euro.
Tra i titoli del comparto bancario, Unicredit +0,59%, Mediobanca -0,62%, Intesa Sanpaolo -0,57%, Generali -0,33%. In particolare, Creval (-2,54% a 1,418 euro) ha sottoscritto un accordo per la cessione di un portafoglio costituito da crediti non performing secured ad Hoist Finance per un valore lordo di libro di circa 24 milioni di euro, a fronte di una valorizzazione complessiva del portafoglio pari al 58% circa del gross book value. Mentre per Carige (+1% a 0,0101 euro) a un giorno dalla chiusura dell'aumento di capitale, è salita a 460 milioni di euro la copertura dell'operazione tra impegni, disponibilità e sottoscrizioni. 130 milioni sono stati garantiti pro-quota dagli azionisti storici, tra cui Malacalza, Volpi e Spinelli; 130 milioni sono stati messi a disposizione complessivamente dal Credito Fondiario, dalla Sga e da Chenavari Investment Managers, che si è aggiudicata ieri la società di credito al consumo Creditis, partecipando all'aumento dell'istituto della Lanterna per un importo fino a 40 milioni; altri 35 milioni pro-rata sono stati messi sul piatto dal Fondo Algebris (10 milioni) e da Banca Ifis; mentre altri 45 milioni giungono dai bondholder che intendono aderire all'aumento per la parte di loro competenza.
In luce Moncler (+2,65% a 23,67 euro) che ha beneficiato del fatto che Deutsche Bank ha alzato la raccomandazione sul titolo da hold a buy, con prezzo obiettivo passato da 25,7 a 26,2 euro. "Crediamo che l'investment case di Moncler possa essere sintetizzato in tre E", hanno spiegato gli analisti: "espansione (dei negozi), estensione (del marchio), eccellenza, con focus particolare sul cliente".
Poco mossa Eni (+0,07% a 13,90 euro). Preoccupa la situazione della Libia, perché l'instabilità "crea incertezza perché lavoriamo sul lungo termine, in ogni caso la maggior parte della nostra attività avviene offshore, a centinaia di chilometri dalla costa, e ciò garantisce una certa tranquillità". Lo ha indicato l'ad Claudio Descalzi parlando con i giornalisti a margine di un convegno su Unione europea e Africa. "La nostra prima preoccupazione è per le persone e in questo caso il personale è tutto libico: siamo lì da tantissimo tempo, lavoriamo con una joint venture e i dipendenti sono a casa loro. In questi sei anni non ci sono stati incidenti". Descalzi ha indicato anche che "la Libia deve essere aiutata a trovare sviluppo e i libici devono essere aiutati attraverso il dialogo, non divisi". Per l'ad, anche se il percorso è ancora lungo, "sentir parlare di elezioni è estremamente positivo".
Cnh Industrial (+1,92% a 11,12 euro) ha annunciato questa mattina che la controllata Cnh Industrial Capital Llc ha istituito un nuovo programma di commercial paper per l'emissione di titoli a breve termine, unsecured e non subordinati su base "private placement". I titoli saranno garantiti da Cnh Industrial Capital America Llc e da New Holland Credit Company Llc.
Bene Enel (+1,01% a 5,525 euro) che ha riferito che c'è spazio per nuovi investimenti nelle rinnovabili in Italia nei prossimi tre anni, oltre a quelli già previsti nel piano strategico 2018-2020 pari a 7 miliardi di euro. "C'è un grande spazio. E' qualcosa che valuteremo nel corso del prossimo anno quando le cose saranno più chiare", ha anticipato quest'oggi l'amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, nel corso del suo intervento al convegno "L'Italia e le energie rinnovabili", organizzato nella sede del colosso energetico.
Cattolica Ass. (-0,06% a 9,02 euro) ha lanciato oggi un bond Tier2 per un importo di 500 milioni di euro, con scadenza trentennale e richiamabile dopo 10 anni.