Le borse europee sono tornate a respirare dopo il "Flash Crash" innescato dai timori per le sorti di Wall Street. Il Ftse Mib ha terminato la giornata rimbalzando del 2,86% a 22.986 punti. Bene anche Francoforte (+1,65%), Parigi (+1,8%) e Londra (+1,89%).
Lukman Otunuga, research analyst di Fxtm, ha evidenziato come ci sia "un certo rinnovato senso di fiducia tra gli investitori dopo il rimbalzo di Wall Street di ieri",quando il Dow Jones è risalito del 2,33%. "Gli alti livelli di volatilità sono stati limitati solo ai mercati azionari e non hanno inciso in maniera consistente sulle valute o le commodity, dunque il recente sell-off globale" sull'equity "potrebbe essere solo una forte correzione. Ad ogni modo, una ripetuta debolezza sui mercati azionari potrebbe lasciare gli investitori in estrema allerta in vista di una eventuale maggior correzione", ha aggiunto l'esperto.
Sul fronte della politica monetaria, gli investitori rimangono in attesa della riunione della Bank of England in programma domani, al termine della quale saranno comunicate le decisioni relative ai tassi d'interesse. "Riteniamo che probabilmente il rallentamento della crescita del Regno Unito avrà un peso maggiore dei tassi di inflazione elevati, e in ultima analisi, indurrà la Bank of England a mantenere un atteggiamento di politica monetaria prudente", ha affermato Gero Jung, chief economist di Mirabaud AM. "Mentre gli ultimi dati economici indicano che l'attività a breve termine sarà un po' più solida all'inizio di quest'anno", ha proseguito l’esperto, "crediamo anche che il dinamismo più generalizzato sarà dominato dall'attività del settore dei servizi che non migliorerà materialmente". Secondo Jung "la domanda interna, in particolare la spesa al consumo, probabilmente risentirà dell'inflazione più alta, mentre la crescita dei salari resta bassa. Anche nel settore manifatturiero è improbabile che si registrino miglioramenti, come suggerito dal recente lieve calo dei sondaggi Pmi di gennaio".
Lo spread tra Btp e Bund è calato a 120,61 punti base, contro i 129 della chiusura di ieri, mentre sul fronte valutario il cross euro/dollaro ha terminato in chiusura a 1,228. "Il calo dell'euro nei confronti del dollaro è la prova che gli investitori siano nervosi dopo il selloff degli ultimi giorni", ha commentato Niels Christensen, strategist di Nordea. "Il mercato non sa se questo calo sia finito o rappresenti l'inizio di qualcosa di piú grande", ha proseguito l'analista, aggiungendo che se il declino dei listini dovesse continuare, il dollaro si rafforzerebbe ulteriormente.
A Piazza Affari si sono confermati i forti acquisti su Telecom (+5,97% a 0,7212 euro) dopo che in mattinata l'amministratore delegato Amos Genish ha presentato al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, un'ipotesi di evoluzione volontaria del modello di separazione della rete.
Hanno brillato anche Exor (+5,8% a 61,62 euro) e Fca (+6,77% a 18,856 euro), con quest'ultima che ha beneficiato del rialzo del target price da parte di Mediobanca Securities da 20 a 22 euro (raccomandazione outperform). Secondo gli analisti il prossimo catalizzatore degli acquisti sul titolo sarà lo spin-off di Magneti Marelli, con "il deal che dovrebbe essere presentato a giugno". L'operazione, spiegano gli esperti, "dovrebbe liberare valore, trasformare Fca in un puro produttore auto e ridurre l'indebitamento.
In attesa dei risultati del 2017, Banco Bpm ha messo a segno un +5,09% a 3,075 euro. Bene anche Unicredit (+2,76% a 17,47 euro) che ha completato l'ultima fase del piano di cessione del portafoglio di Npl di oltre 17 miliardi di euro e ha portato a termine il collocamento dei titoli garantiti senior di Fino 1 assistiti dalla Gacs. Tra gli altri bancari Intesa Sanpaolo +3,41%, Ubi B. +3,53%, Mediobanca +1,63% e Bper +3,49%.
Tra le utility, in luce Enel (+2,2% a 4,874 euro), che ha ceduto una quota del 49% nei parchi eolici Riverview e Fase 2 di Castle Rock Ridge in Canada ad Alberta Investment Management Corporation. Nel comparto bene anche Snam (+1,06%), Terna (+2,47%) e A2a (+2,48%). L'unico titolo a terminare al di sotto della parità è stato Campari, che ha ceduto lo 0,16% a 6,18 euro.
Fuori dal listino principale, buona seduta per Technogym (+2,63% a 8,98 euro), su cui Fidentiis ha avviato la copertura sull'azione con rating buy e range di valutazione a 9,9-10,1 euro, e per Elica (+5,49% a 2,4 euro), promossa da Akros che ha alzato la raccomandazione sul titolo da neutral a buy, scommettendo sul successo del lancio dei nuovi prodotti della società.