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Piazza Affari resiste al calo della Germania, spread in contrazione
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Piazza Affari resiste al calo della Germania, spread in contrazione

di Marco Sasso
01 febbraio 2018, 18:00

Sulle borse europee ha pesato l'arretramento di Francoforte, a sua volta influenzato dal supereuro e dal rialzo del rendimento del Bund decennale, che ha spinto lo spread Btp/Bund sotto 125. In Italia in spolvero il settore manifatturiero, con l'indice Pmi ai massimi da febbraio 2011. Corre Ferrari dopo i conti. Bene anche Cnh

Seduta altalenante per il Ftse Mib di Piazza Affari, che al termine della giornata ha concluso in rialzo dello 0,15% a 23.541 punti, riducendo i guadagni dopo aver toccato un massimo intraday di 23.809 punti. In generale sulle borse europee ha pesato il ribasso del Dax di Francoforte (-1,41%), influenzato a sua volta dal rialzo del rendimento del Bund decennale allo 0,72%. Di riflesso il differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano ha chiuso in netta contrazione a 124,784 punti base. In rosso anche il Cac di Parigi (-0,5%) e il Ftse 100 di Londra (-0,65%).

Sul fronte della politica monetaria, oggi il capo economista della Banca centrale europea, Peter Praet, ha ribadito che “un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario per continuare ad aiutare la ripresa dell'inflazione sottostante e per supportare gli sviluppi complessivi dell'indice dei prezzi al consumo nel medio periodo". Il membro del Direttivo della Bce ha infatti sottolineato che "gli sviluppi sul fronte dell'inflazione rimangono modesti, motivo per cui siamo ancora distanti dai criteri fissati dal Consiglio esecutivo per un aggiustamento sostanziale del percorso" di politica. Tuttavia, ha aggiunto Praet, "il solido ritmo dell'espansione economica mostra chiaramente che la nostra politica monetaria è stata efficace nello spianare la strada al ritorno dell'inflazione a un tasso inferiore, ma vicino al 2% a medio termine".

Sul fronte macroeconomico, oggi è stata la giornata dei Pmi manifatturieri. All'interno dell'Eurozona, la lettura definitiva di gennaio si è attestata a 59,6 punti, in linea al consenso degli economisti ma comunque in calo rispetto ai 60,6 segnati a dicembre. Mentre in Italia il settore manifatturiero è cresciuto lo scorso mese al ritmo più sostenuto da sette anni, trainato dal forte flusso di ordinativi. L'indice è infatti salito a 59 punti, il livello più elevato da febbraio 2011, dai 57,4 di dicembre. Le attese degli economisti erano per un indice in lieve rialzo a 57,5.

A Piazza Affari ha messo il turbo Ferrari (+7,46% a 103,2 euro) dopo i conti superiori alle attese. L'utile netto registrato dal Cavallino Rampante ha superato i 528,7 milioni di euro stimati dal consenso attestandosi a 537 milioni, con un deciso incremento del 34%. Sempre all'interno della scuderia Agnelli, in luce anche Cnh (+4,74% a 12,48 euro) che ha raggiunto con Microsoft un accordo per un nuovo progetto di trasformazione digitale che punta a fornire servizi tecnologici potenziati ai clienti dei brand agricoli globali di Cnh Industrial, Case Ih e New Holland Agriculture, e del suo marchio di veicoli commerciali Iveco. Mentre Fca ha chiuso in calo dell'1,17% a 19,234 euro in seguito al dato relativo alle immatricolazioni negli Stati Uniti a gennaio. Le vendite del gruppo guidato da Sergio Marchionne hanno subito una flessione del 13%, trainate in basso dal dimezzamento del volume dei veicoli commerciali per flotte.

Acquisti su Leonardo (+1,71% a 9,886 euro), che ha effettuato un rimbalzo dopo le vendite massicce delle ultime due sedute. Tra gli acquirenti anche l'amministratore delegato Profumo, che ha acquistato ieri 100.000 azioni della società a un prezzo medio di 9,73 euro, per un investimento totale di 973.000 euro.

Bene il settore oil grazie al rialzo dei prezzi del petrolio: Eni ha segnato un +0,72% a 14,59 euro, Saipem +0,32% a 3,783 euro e Tenaris +1,25% a 14,2 euro. A due velocità, invece, il comparto bancario: Intesa -0,7%, Mediobanca +0,98%, Unicredit +0,14%,  Bper -0,77% , Ubi B. -0,19%, Banco Bpm -1,96%. Tra gli altri finanziari, Unipol (-2,05% a 4,35 euro) ha pagato il downgrade di Kepler Cheuvreux da buy a hold, con prezzo obiettivo confermato a 4,6 euro. Gli analisti, per giustificare il taglio del rating, hanno citato la buona performance del titolo.

Nel settore del lusso, rimbalzo di S.Ferragamo (+2,25% a 23,17 euro) dopo i recenti cali e i conti che hanno evidenziato ricavi al di sotto delle attese. Nel resto del comparto Luxottica (-0,89% a 51,34 euro), Moncler (+0,75% a 26,74 euro) e Ynap (-0,24% a 37,76 euro).

Fuori dal listino principale si segnalano Trevi Fin. (+7,66% a 0,485 euro), che ha effettuato un movimento di recupero, e Autogrill (+0,54% a 11,27 euro), su cui Mediobanca Securities ha confermato il giudizio outperform con prezzo obiettivo a 13,6 euro. Gli analisti hanno sottolineato che l'indice sulla performance della ristorazione negli Stati Uniti conferma che è in corso un contesto di ripresa.



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