Dopo l'accelerata registrata da Piazza Affari con la pubblicazione dell'indice di fiducia dei consumatori statunitensi, che si è attestato oltre le attese e ai massimi dal 2000, il Ftse Mib ha ridotto i guadagni terminando una seduta piuttosto incerta in rialzo dello 0,08% a 22.724 punti. In rosso, invece, Francoforte (-0,38%), Londra (-0,14%) e Parigi (-0,13%).
A catalizzare l'attenzione degli investitori, oggi, è stato il discorso del nuovo presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Il banchiere centrale ha confermato che il solido outlook economico degli Stati Uniti mantiene la Fed orientata verso un incremento graduale dei tassi d'interesse nel 2018, pur senza sbilanciarsi nell'indicare quanti saranno i rialzi previsti per quest'anno, per "non condizionare le nuove proiezioni" che i vari membri del Federal Open Market Committee presenteranno nella prossima riunione della banca centrale statunitense. Powell ha poi ricordato, davanti alla commissione Servizi finanziari, che "ci sono sempre rischi di recessione, ma non sono alti in questo momento". I mercati hanno tuttavia virato verso il basso dopo che il banchiere centrale ha evidenziato che l'outlook economico è migliorato da dicembre, frase considerata da "falco" e che secondo alcuni analisti potrebbe implicare quattro rialzi dei tassi di interesse nel 2018 rispetto ai tre già scontati. In seguito al discorso del numero uno della Fed, il cambio tra euro e dollaro ha chiuso in ribasso a 1,2246.
Nel frattempo si avvicinano sempre di più le elezioni politiche in Italia, e gli analisti continuano a interrogarsi su quale potrà essere lo scenario post-voto sui mercato. "C'è un grosso punto interrogativo su quello che sarà l'esito della votazione e lo scenario più plausibile sembra dunque essere un governo di coalizione molto ampia, con il dubbio circa la capacità di garantire quella stabilità sufficiente per consentire un proseguimento della ripresa in atto nel Paese", ha affermato Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti AM Sim, aggiungendo tuttavia che "in un'ottica di medio termine, nonostante la situazione attuale di potenziale incertezza, l’impostazione di fondo rimane positiva e il quadro più probabile sembra essere quello di un mantenimento della attuale fase di recupero con successivo miglioramento dei mercati azionari e un graduale ulteriore rientro dello spread" tra Btp e Bund, che oggi ha chiuso in contrazione a 132,26 punti base.
A Piazza Affari ha brillato Poste Italiane (+5,8% a 7,04 euro), che con il nuovo piano industriale al 2022 ha sorpreso positivamente sul fronte della politica del dividendo, più generosa del previsto. Acquisti anche su Moncler (+1,94% a 28,86 euro) dopo la pubblicazione dei risultati 2017 avvenuta ieri a mercati chiusi, definiti oggi "eccellenti" dagli analisti di Kepler Cheuvreux, che sul titolo ha una raccomandazione buy con prezzo obiettivo a 31 euro. All'estremo opposto, nel comparto del lusso, Luxottica (-3,01% a 48,98 euro), oggi tra i titoli peggiori del principale listino milanese. Deboli anche YNap (-0,13% a 37,80 euro) e Salvatore Ferragamo (-0,48% a 22,64 euro).
Bene Fca (+1,32% a 17,756 euro), StMicroelectronics (+0,99% a 18,87 euro) e Mediaset (+0,76% a 3,171 euro), con quest'ultima che, secondo alcuni analisti, ha beneficiato dell'appeal delle operazioni di M&A per il comparto media dopo che Comcast ha formulato un'offerta di 22,1 miliardi di sterline nei confronti di Sky.
In positivo l'intero comparto bancario: Unicredit +1,45%, Intesa Sanpaolo +0,55%, Mediobanca +0,55%, Bper +0,19%, Banco Bpm +0,59%. In rialzo anche Ubi Banca (+0,71% a 3,963 euro), che secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, dovrebbe sottoporre presto alla Bce la nuova Npl strategy, ossia l'insieme delle iniziative che saranno messe in atto per abbattere lo stock di crediti deteriorati. Inoltre, Hsbc ha avviato oggi la copertura sul titolo con rating hold e prezzo obiettivo a 4,2 euro.
Fanalino di coda del listino è stata Campari (-3,25% a 6,10 euro), nonostante i risultati 2017 abbiano riportato un utile superiore alle attese degli analisti a 356 milioni di euro e il management si sia detto fiducioso sugli obiettivi per il 2018.
In rosso anche Telecom (-0,81% a 0,7320 euro), su cui Banca Imi ha limato il target price da 1,11 a 1,05 euro, livello che però resta nettamente superiore agli attuali prezzi di Borsa, confermando la raccomandazione buy in attesa della pubblicazione dei risultati del 2017 e del nuovo piano 2018-2020 in programma il prossimo 6 marzo. Mentre Prysmian (-0,5% a 25,92 euro) ha registrato, nel 2017, un utile in calo a 223 milioni di euro, annunciando inoltre un aumento di capitale da 500 milioni.
Fuori dal listino principale, Banca Mediolanum (+0,54% a 7,44 euro) oggi ha comunicato che il consiglio di amministrazione sottoporrà all'assemblea dei soci l'autorizzazione all'acquisto e disposizione di azioni proprie fino a un massimo di 2,5 milioni di azioni (pari allo 0,33% circa del capitale ordinario) per un importo massimo di 17,5 milioni di euro. Inoltre, il cda ha confermato un dividendo di 0,40 euro per ciascuna azione ordinaria avente diritto a distribuzione di dividendi.