Mare Group prosegue sulla strada della crescita per vie esterne. La realtà campana che opera nell’ambito dell’ingegneria e nella Difesa, guidata dall’amministratore delegato Antonio Maria Zinno, sta lavorando su più fronti.
Da un lato ha aumentato la partecipazione in TradeLab (dal 10% al 22,4%) e ha appena rilevato il 55% di Workgroup Srl, società specializzata in soluzioni digitali per la gestione integrata dei processi e delle funzioni aziendali. Dall’altro prosegue la guerra con Xenon, fondo di private equity per aggiudicarsi Eles Semiconductor. L’accordo per Workgroup prevede che il 24% venga acquisito attraverso il conferimento di un ramo d’azienda di Mare a servizio di aumento di capitale riservato e il 31% attraverso un corrispettivo in denaro per 2,9 milioni di euro, con pagamento parzialmente differito nel tempo.
Quanto al dossier Eles, invece, l’ultima mossa è quella di Xenon che ha messo sul piatto, in un ennesimo rilancio, 2,95 euro per azione. Nel frattempo, però, Mare Group ha conquistato circa il 37% delle azioni e il 35% circa dei voti della società umbra dei chip per la Difesa, guidata dalla famiglia Zaffarami, che ha accolto la proposta di Xenon. Come spiega Giovanni Caturano, consigliere delegato di Mare Group a MF-Milano Finanza, «la nostra opa su Eles procede (a 2,65 euro, ndr) e il piano non prevede il delisting della società da Piazza Affari». Con il 35% dei diritti di voto, Mare può bloccare di fatto Xenon in sede di assemblea straordinaria perché il fondo ha bisogno del 90% dei voti per avere il via libera sul delisting. (riproduzione riservata)