La forchetta di valutazione fra Egm e mercato principale si apre in grande velocità. Infatti lo sconto fra le pmi quotate a Piazza Affari (ev/ebitda) che nel 2023 era del 31% e nel 2024 del 42%, è salita nel 2025 al 53% nonostante le piccole e medie imprese registrino profitti in crescita. È quanto emerge dalla ricerca messa a punto da Websim Corporate (Intermonte) presentata oggi a Roma da AssoNext, l’associazione delle pmi quotate.
L’indagine ricorda che nel corso degli ultimi dieci anni il numero di società quotate su Egm è triplicato, passando da 71 del dicembre 2015 alle attuali 204. Ma i primi mesi del 2025 hanno evidenziato una netta inversione del trend, con delisting (9) ben superiori alle ipo (3). Anche la liquidità di mercato si trova a livelli critici, acuiti dall’elevata concentrazione degli scambi. Dopo aver chiuso il 2024 con scambi medi giornalieri per 8,1 milioni, i primi quattro mesi del 2025 hanno evidenziato una flessione a doppia cifra, culminata ad aprile, con scambi in calo a 6,4 milioni.
A questo si aggiunga la crescente concentrazione: i primi 20 titoli in grado di catalizzare ben oltre il 50% dei volumi complessivi mentre la metà delle società quotate non supera i 10.000 euro di volumi giornalieri scambiati.
Ed è anche questa la ragione per cui il Mef, attraverso Cdp, ha messo a punto il Fondo Nazionale Strategico Indiretto, un umbrella fund a capitale misto pubblico-privato che andrà a investire, a partire dall’estate, nelle mid & small cap di Piazza Affari per dare ossigeno (liquidità) alle pmi attraverso partecipazioni pazienti.
Sul tema oggi Montecitorio a Roma si terrà l'incontro «I mercati dei capitali al centro della politica industriale nazionale a supporto della competitività del Made in Italy», che vedrà la moderazione di Roberto Sommella, direttore di MF-Milano Finanza, e la presenza di Federico Freni (sottosergreario al Mef), Giulio Centemero (membro della commissione Finanze della Camera oltre che uno degli ispiratori del Fnsi), Federico Cornelli (commissario Consob), Fabrizio Testa (amministratore delegato di Borsa Italiana), Maurizio Dallocchio (docente all’università Bocconi di Milano) e Alberto Bagnai (deputato della Lega). A fare gli onori di casa Giovanni Natali (presidente di AssoNext), Anna Lambiase (presidente di Cdp Venture Capital Sgr e fondatrice di IrTop Consulting) e Vincenzo Polidoro, insieme con i consiglieri Guglielmo Manetti, Simone Strocchi e Lukas Plattner (comitato scientifico).
«I dati forniti da Websim offrono l’immagine di un Euronext Growth Milan ancora fragile sotto il profilo della liquidità e soggetto a una persistente sottovalutazione, legata soprattutto alla limitata presenza di investitori istituzionali in grado di valorizzare appieno i risultati delle pmi quotate», spiega Natali. «Confidiamo che con il sostegno delle autorità si possa favorire l’ingresso di nuovi investitori con un orizzonte di lungo periodo - assicurazioni, fondi pensione e casse professionali - capaci di convogliare risorse significative verso i mercati finanziari, con particolare attenzione all’Egm».
Segmento che, aggiunge Manetti, ad di Intermonte e membro del cda di AssoNext, «rappresenta il cuore dell’economia italiana, fondata sulle piccole e piccolissime imprese che rappresentano però già oltre 11 miliardi di fatturato aggregato e impiegano più di 33 mila dipendenti. Il fondo Fnsi rappresenta un primo, importante esempio di come l’iniziativa pubblico-privata possa sostenere la nostra economia». (riproduzione riservata)