Piazza Affari ha chiuso la seduta odierna in leggero rialzo, avanzando dello 0,16 % a 22.727 punti, rimanendo più contenuta rispetto alle altre principali piazze europee. Il Cac40 di Parigi ha infatti terminato a +0,75%, il Dax30 di Francoforte ha segnato un +0,46% mentre il Ftse100 di Londra ha chiuso a +0,63%. Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi ha chiuso in rialzo a 139 punti, dai 134 punti dell'apertura, mentre il rendimento del decennale è all'1,705%.
Gli investitori rimangono alla finestra circa l'annuncio sull'innalzamento dei tassi d'interesse da parte del Fomc atteso per domani alle 20, mentre alle 20.30 Janet Yellen terrà la sua ultima conferenza da presidente della Banca centrale. C'è attesa, inoltre, per l'annuncio sui tassi della Banca centrale europea di giovedì alle 13.45, seguito dalla conferenza di Mario Draghi.
Nick Peters, gestore Multi Asset di Fidelity International ha spiegato che "i mercati stanno scontando una probabilità del 98% che la Federal Reserve aumenti i tassi, ma il punto più rilevante in questo momento è capire quanti aumenti si possono attendere per il prossimo anno. L'anno scorso, in questo periodo, i mercati stavano scontando una probabilità del 17% di tre aumenti, mentre la convinzione piú diffusa era che gli aumenti sarebbero stati solo uno o due. A un anno di distanza", ha proseguito l'esperto, "lo scenario si ripete. La probabilità di tre aumenti dei tassi entro la fine del prossimo anno si colloca appena al di sotto del 20%, mentre la possibilità di uno o due aumenti si attesta al 60% circa, nonostante i dati statunitensi abbiano sorpreso in positivo nel corso degli ultimi mesi, con il nowcast della Fed di Atlanta che prevede una crescita dell'economia statunitense del 3,5% nel quarto trimestre del 2017".
Sul fronte macroeconomico, l'indice Zew relativo alle attese economiche in Germania è sceso a 17,4 punti a dicembre rispetto ai 18,7 di novembre, deludendo il consenso a 18 punti. Mentre nel Regno Unito l'inflazione si è rafforzata segnando un rialzo del 3,1% a novembre su base annua, raggiungendo un picco da oltre 5 anni e mezzo e superando leggermente le aspettative degli economisti che si attendevano un rialzo del 3%.
Tra i titoli di Piazza Affari, ancora in luce il comparto Oil: Tenaris (+3% a 13,41 euro), Saipem (+1,31% a 3,492 euro) e Eni (+1,22% a 14,14 euro) hanno beneficiato nuovamente dell'incremento dei prezzi del petrolio: in particolare, oggi il prezzo del Brent ha raggiunto quota 65 dollari al barile, portandosi ai massimi dal 2015. Mentre ora, il prezzo si attesta a 63,90 dollari, in ribasso dell'1,22%.
Invariata Telecom I. a 0,76 euro, in attesa dell'incontro di domani tra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e l'ad Amos Genish. Quest'ultimo oggi ha ribadito la centralità della rete, spiegando che la separazione non rappresenta una soluzione. Nel frattempo, Mediobanca Securities ha confermato sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 1,3 euro.
Tra i titoli del comparto bancario, Bper -3,94%, Banco Bpm -2,21%, Ubi -3%, Mediobanca +0,05% e Intesa Sanpaolo +1,04%. In particolare, Unicredit ha ceduto l'1,02% nonostante gli aggiornamenti del ceo Mustier sul piano industriale della banca, che ridurrà a meno del 20% la partecipazione al progetto Fino cedendo Npl a Generali e King Street e aumenterà il payout dei dividendi agli azionisti.
In lieve rialzo Azimut Holdings, che ha segnato un +0,76% a 15,99 euro. Il consiglio di amministrazione del gruppo ha deliberato di procedere con un'ulteriore tranche di acquisto di azioni proprie per un controvalore indicativo fino a 50 milioni di euro, e un corrispettivo massimo per azione pari a 30 euro.
Male, invece, S.Ferragamo (-2,84% a 22,61 euro) penalizzata dal downgrade di Hsbc che ha ridotto la raccomandazione sul titolo da buy a hold, con prezzo obiettivo sceso da 29 a 24 euro, a causa di stime inferiori sulla crescita per il 2018 e di un'aliquota fiscale più alta.
Fuori dal listino principale si segnala Ovs (+1,75% a 5,82 euro) che ha beneficiato dei buoni risultati dei primi nove mesi del 2017 pubblicati ieri a mercati chiusi.
In spolvero anche Falck Renewables (+6,14% a 1,539 euro) nell'ambito della revisione del Piano strategico al 2021, tenendo conto dell'evoluzione del mercato della produzione di energia da fonti rinnovabili il Cda di Falck Renewables ha migliorato alcuni target industriali e finanziari comunicati in precedenza. L'ebitda consolidato è ora atteso al 2021 in progresso a 208 milioni di euro (+3,5% rispetto alla precedente stima), mentre gli investimenti cumulati nell'arco di Piano vengono ritoccati all'insú da 702 a 714 milioni di euro.